Impresa granata nella tana dei lupi e tutta Salerno in delirio

La Salernitana guarisce dalla pareggite nel derby e la città si sente in trionfo

di Emanuele Landi

La Salernitana fino al fischio d’inizio del “Partenio-Lombardi” soffriva di pareggite: molte le responsabilità di Bollini che ci ha messo del suo contribuendo ad alcune prestazioni scialbe, dove però è emerso una virtù della squadra campana: la grinta e la voglia di non mollare mai fino al fischio finale. Solo così si possono spiegare due dei sei pareggi ottenuti finora in 9 gare, ovvero quelli con Pescara e Parma. La squadra ha avuto il merito di crederci fino all’ultimo anche se sotto di due reti. Quei pareggi erano diventati quasi dei rimpianti, viste le occasioni avute addirittura per vincere, ma la gioia doveva arrivare in una partita fondamentale e sentita come il derby.

Nel momento più importante della stagione, nella sfida più sentita dell’anno, la Salernitana torna a vincere in trasferta, dopo che l’ultima volta risaliva al 1 aprile in casa del Pisa nello scorso campionato. Soltanto due vittorie in questo campionato, che però proiettano i granata al tredicesimo posto, ma a quota tre punti dal vertice in attesa della gara tra Entella ed Empoli. Una classifica cortissima dove anche la penultima ha soli 6 punti di distacco dalla prima. Sarà anche un campionato abbastanza mediocre, che non vede delle squadre super favorite come nelle precedenti annate, ma la Salernitana ha dimostrato che può vincerlo o addirittura lottare per non retrocedere. Ebbenesi, i granata sono una squadra “folle”, “umorale”, potrebbero vincere in casa di Palermo ed Empoli ma anche perdere in casa con squadre che lottano per la salvezza, come stava accadendo nel turno precedente contro l’Ascoli.

Nella gara di ieri situazione analoga ai due pareggi citati in precedenza: prestazione sotto tono per gli uomini di Bollini che subiscono due reti per mano di Kresic e Laverone su disattenzioni clamorose su situazioni di palla inattiva e l’Avellino meritatamente in vantaggio di due reti. A quel punto la situazione cambia: basta un episodio, un gol fortunoso al 72’ in mischia di Rodriguez e l’inerzia del match si trasforma: Salernitana padrona del campo ed Avellino inesistente. I cambi del tecnico ex Lazio primavera non risultano decisivi ai fini del punteggio ma rinvigoriscono gli ospiti. Entrano, infatti, Rosina e Bocalon, giustamente fuori dopo le ultime gare giocate male, ma che vengono caricati entrando a partita in corso.

Ci pensa prima il solito Sprocati, il giocatore forse più talentuoso tra le file granata, che realizza solo gol belli, con un altro gol gioiello dopo quelli realizzati proprio nelle rimonte con Pescara e Parma. Sembra l’ennesimo déjà-vu per la Salernitana che rende magica la giornata completando l’opera nel finale. La rimonta perfetta si concretizza al 96’: assist perfetto ancora diSprocati che imbecca Minala tutto solo in area bravissimo a realizzare la rete del 2-3. Un apoteosi granata firmata dal giocatore che più rappresenta l’ago della bilancia della formazione del patron Lotito. Minala, una vera diga a centrocampo, capace di realizzare anche gol decisivi, come era successo già nel pareggio ottenuto nel finale contro gli uomini di Zeman.

Salerno può festeggiare perché vincere un derby non ha prezzo, ma vincerlo in rimonta ha un sapore ancor più dolce. Un finale rocambolesco che premia i granata dopo che nella scorsa stagione la sfida del “Partenio” terminò sempre 3-2 ma in favore degli irpini. Un finale convulso allora e un finale pazzesco ieri, con Minala che regala la gioia agli 800 tifosi giunti in trasferta. E pazienza che nell’immediato post partita in toni si siano surriscaldati proprio per un’esultanza provocatoria proprio dell’ex Lazio che però ha reagito agli sfottò razzisti dei tifosi biancoverdi. Se la classifica al 70’ era tremendamente amara, ci ha pensato Minala al 96’ a renderla estremamente dolce.