Il Catanzaro di Ceravolo e la Reggina di Foti, si rinnova il derby del passato

U Classicu, il Catanzaro ospita la Reggina nel derby delle nobili decadute

di Max Bambara

Domani pomeriggio, 27 Novembre 2016, nella cornice dello stadio Ceravolo, andrà in scena quello che viene definito “u classicu”, ossia il derby fra le uniche due città della regione Calabria che hanno militato in Serie A. Il Catanzaro fu infatti protagonista nella massima serie con ben 7 partecipazioni a cavallo fra gli anni 70 e gli anni 80, mettendo in luce il centravanti Massimo Palanca che, ancora oggi, in città viene vissuto come un mito. La Reggina, di contro, ha disputato 9 campionati di Serie A fra il 1999 ed il 2009, con l’intervallo di una sola stagione in Serie B (2001-2002). Si tratta del derby fra due nobili decadute, due squadre che nel corso degli anni avevano consolidato la loro presenza nel calcio professionistico e che oggi si trovano invece costrette a lottare per non retrocedere in Serie D. La rivalità sportiva più accesa per i catanzaresi è quella con Cosenza; per i reggini è quella con Messina. Fra Reggio e Catanzaro invece la rivalità vera è quella storico-politica, che inevitabilmente poi porta i suoi riflessi nel calcio. I fatti del 1970 hanno segnato per sempre i rapporti e le tensioni tra queste due città. In quell’anno infatti furono istituite le Regioni e Reggio, in precedenza, su vari testi legislativi era stata indicata come la città capoluogo fin dai primi anni 50. Con una manovra di palazzo, Catanzaro ebbe l’appoggio anche di alcuni politici reggini e si prese il capoluogo. A Reggio così iniziarono i famosi moti, con una città intera in strada a protestare ed il governo che dovette ricorrere addirittura all’esercito per sedare la rivolta. Si arrivò alla singolare ripartizione della Giunta Regionale a Catanzaro e del Consiglio Regionale a Reggio ma, nei fatti, Reggio da quel momento si sentì depauperata di qualcosa che sentiva spettarle di diritto in quanto città più ricca di storia e tradizione dell’intera Calabria. Questi discorsi e questi riferimenti storici sono oggetto di discussione fra reggini e catanzaresi ogni volta che il destino oppone uno scontro sul campo fra le due squadre. Chi vince, anche solo per qualche settimana, si sente il padrone della Regione. E’ un traguardo molto aulico chiaramente, soprattutto in un momento come questo in cui entrambe le formazioni navigano in bassa classifica. Il Catanzaro è ultimo, la Reggina è terzultima, divise solo da 3 punti in una stagione che, per entrambe, doveva essere tranquilla. Invece, fin da subito, questa Lega Pro si è dimostrata difficile e complessa per le due compagini. A Catanzaro è già saltato l’allenatore. Adesso in panchina c’è Zavettieri, un professionista serio chiamato a salvare una squadra che finora non ha mai mostrato buone risorse caratteriali. A Reggio c’è Karel Zeman, che aveva iniziato bene ed ora sta pagando qualcosa in termini di tenuta fisica della squadra. La sua Reggina non gioca male, ma commette spesso errori e disattenzioni, figli di un’età media del gruppo estremamente bassa. Qualche maligno, in questi giorni, l’ha ribattezzato il derby fra poveri. Siamo certi però che, in campo, le squadre faranno di tutto per smentire questa cattiveria. Perché in fondo, per chi vive in Calabria, “u classicu” sarà sempre la partita di cartello, la più attesa e quella più carica di significati extra-campo.