La Muraglia cinese è l'ultima frontiera del dorato calcio europeo

Sceicchi e russi in un angolo: comanda la Cina

di Enrico Vitolo

Una volta, se così si può dire, c’erano i petrolieri russi e gli sceicchi arabi, oggi invece qualcosa sembra stia definitivamente cambiando. In modo veemente, irruente. Anche per gente come Roman Abramovich (Chelsea) e Mansur bin Zayd Al Nahyan (Manchester City) lo strapotere cinese sembra essere incontrollabile. Una vera Muraglia cinese impossibile da oltrepassare, troppo grande per riuscirci. A quanto pare per chiunque, specie dopo il boom degli ultimi tempi che ha di fatto stravolto in lungo e largo il calcio mondiale. Senza escludere proprio nessuno. Mesi nei quali, in attesa di capire se verrà messo o no un freno prossimamente, è accaduto praticamente di tutto. Forse anche il contrario di tutto. Tanti, troppi gli zero messi sul piatto per giocatori, allenatori ed ora anche arbitri. Senza dimenticare le società. Perché tutto è partito da qui, dalla volontà di iniziare ad investire tra le grandi (e non solo) del panorama europeo. Suning con l’Inter, e forse a breve anche il Milan con Sino-Europe, sono solamente gli ultimi esempi balzati alla cronaca. Ma c’è dell’altro: ci sono l’Aston Villa, il Birmingham, il WBA ed il Wolverhampton tra la serie A e la serie B inglese, senza dimenticare neppure il 13% del City, ma anche il Nizza ed in parte il Lione in Francia, il Granada ed altre percentuali tra Atletico Madrid ed Espanyol in Spagna, ed infine lo Slavia Praga in Repubblica Ceca. Ma c’è da scommetterci che prossimamente la lista si allungherà ancora di più, quasi impossibile pensare al contrario.

Ma questo ha rappresentato soltanto l’inizio di un cambio generazionale, il primo strato di un iceberg la cui punta si è iniziata a vedere di recente. Ed anche in modo fin troppo appariscente. Prima con l’arrivo di allenatori di un certo calibro, Sven-Goran Eriksson, Marcello Lippi, André VillasBoas, Ciro Ferrara e Fabio Cannavaro, poi con le idee legate al mondo arbitrale, con l’inglese Webb in pole per diventare il capo degli arbitri, ed infine con l’acquisto dei migliori calciatori al mondo. Già, oggi non c’è più spazio per il campione giunto ormai al culmine della propria carriera. Assolutamente no, oggi si punta al top. Al meglio. Ed anche con risultati soddisfacenti. Basti pensare che solo nel 2016 le società della Chinese Super League hanno investito la bellezza di 500 milioni di euro tra l’acquisto del cartellino, il monte ingaggio ed i vari costi di ammortamento. Una pazzia, che potrebbe proseguire almeno fino al 26 febbraio prossimo quando si interromperà la sessione cinese del calciomercato. In attesa di capire chi sarà il prossimo ad essere corteggiato, in tanti hanno già accettato le lusinghe. Da Gervinho a Lavezzi, da Pellè a Hulk, da Ramires a Jackson Martinez, fino ad arrivare a Witsel e Oscar. Ma qualche rifiuto non è mancato, come quelli di Touré, Bacca eKalinic, senza dimenticare la strana vicenda Diego Costa. Quel che è certo, però, è che ci saranno ancora tante novità nel prossimo mese (Giovinco?), la rivoluzione del calcio prosegue.