Zidane trita Mourinho, è Real il primo trofeo 2017-2018
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Mirabelli-Aubameyang: una scintilla scoccata a Saint Etienne?

Il ds del Milan non dice papale papale che il crack del Borussia Dortmund è nel suo destino. Però lo cita, come uno degli attaccanti seguiti dal Milan insieme a Kalinic e Diego Costa. Tutto questo in una intervista rilasciata a Italo Cucci, per il Quotidiano Sportivo-Il Giorno. “Aubameyang: è stato il primo giocatore che sono andato a vedere dal vivo, il mio primo viaggio fu proprio per lui – ha sottolineato Mirabelli al ‘QS’ -. Nuovo attaccante? Ci stiamo lavorando e non possiamo sbagliare: anche Nikola Kalinić e Diego Costa sono nella nostra lista. L’attaccante ci vuole ma non possiamo sbagliare. Io non posso sbagliare per questi tifosi che mi apprezzano per quel che si è fatto, per la trasparenza del mio lavoro. L’ho visto qui, l’ho visto in Cina dove c’è un entusiasmo come a San Siro”, la precisazione di Mirabelli, il quale poi, intervenendo sulla questione relativa alle fideiussioni, ottenute nei giorni scorsi, per gli acquisti di Leonardo Bonucci e Lucas Biglia, ha voluto stroncare sul nascere qualsiasi polemica.

Dopo Fusi dal Toro alla Juve, percorso inverso per Rincon vicino ai granata?

Strade da derby, incroci stracittadini. Anni fa fu Luca Fusi a lasciare la sponda Toro della città per abbracciare quella bianconera. Oggi invece la situazione sotto la lente di ingrandimento del mercato è quella di Tomas Rincon, il centrocampista venezuelano della Juve è nel mirino del Toro. Il club granata lo seguiva già quando era al Genoa, ma ora può concretizzare l’interesse con un’operazione da derby: Rincon può finire al Torino in tempi rapidi, con la formula del prestito immediato e riscatto tra un anno, anche se non mancano le offerte di Atalanta e Valencia per il mediano bianconero ingaggiato lo scorso gennaio per 8 milioni. La Juve cerca l’offerta migliore per Rincon, proseguendo quell’opera di sfoltimento a centrocampo iniziata con la cessione del francese-gabonese Lemina al Southampton.

Mezzogiorno non di fuoco, ma da derby romano: Totti-Kolarov a Trigoria...

Che scena la scena di Francesco Totti che entra a Trigoria, casa sua, e si trova davanti Aleksandar Kolarov, ex laziale, avversario di tanti derby. Sguardi che si incrociano, Totti il primo a rompere il ghiaccio, della serie ma tu qui che ci fai, altre battute, tante risate. È stato un battesimo, in pratica: il passato cancellato, il futuro che inizia.

Totti è entrato a Trigoria mentre gli ex compagni facevano colazione, ha assistito all’allenamento con il d.s. Monchi, il d.g. Baldissoni e il team manager De Sanctis, ovvero la struttura dirigenziale alla quale si sta per aggiungere Giuseppe Bifulco, ex Lupa Roma e Olhanense, che a Trigoria prende il posto di Ricky Massara. La sua prima uscita ufficiale sarà probabilmente per il sorteggio Champions del 24 agosto a Montecarlo.

Quarta Supercoppa Europea per il Real Madrid: a meno una da Barcellona e Milan

Il Real Madrid continua a macinare trofei, titoli e obiettivi. Dodici mesi fa le 'merengues' vinsero, come adesso, Champions League e Supercoppa europea (a Trondheim contro il Siviglia), ora manca solo il Mondiale per Club a Dicembre e se anche questa volta sarà tris, Zinedine Zidane, che nel frattempo un paio di mesi fa ha vinto anche la Liga, potrà esserne giustamente e storicamente orgoglioso. Con il 2-1 di Skopje a spese del Manchester United di Mourinho, 'Zizou' ha conquistato il sesto trofeo da quando è alla guida del Real, e basta questo a spiegare quanto sia forte la squadra blanca sia che indossi la divisa nera o quella viola con cui ha servito il poker di gol alla Juventus nella finale di Cardiff. Nella sfida contro lo United, campione dell'Europa League, in campo per un'ora si è vista la chiara superiorità di Sergio Ramos e compagni, per nulla condizionati dalla scelta di Zidane di far rimanere Cristiano Ronaldo in panchina, visto le non perfette condizioni del portoghese. Quella del Real è stata un'autentica lezione di calcio.