La Juventus a Cardiff, comunque una grande impresa

Il Real per la dodicesima, la Juventus per la terza

di Enrico Vitolo

Il grande giorno sta per arrivare. Voluto, desiderato. Sin dall’estate scorsa, più di ogni altra cosa. Da tutto il mondo Juve. Ma ora non basta più tutto questo, no non certamente può bastare. Ora quello che conta è vincere. Centrando anche il famosissimo triplete che qualcun altro vorrebbe invece tenersi stretto e non lasciare per nessuna ragione al mondo ad una Juventus che intanto sogna. In grande stile. Come non accadeva da qualche tempo, per lei ma anche e soprattutto per l’Italia che a Cardiff “festeggerà” la 28° finale disputata da un proprio club. Il 30 maggio del 1957 toccò alla Fiorentina, guarda caso proprio contro il Real Madrid, inaugurare quella che poi nel tempo diventerà una vera tradizione.

Una grande tradizione, la migliore in assoluto. Già. Perché nessun paese ha saputo far meglio dello stivale, neppure la Spagna che sabato sera toccherà a sua volta quota 24 finali in 60 edizioni. Un duello, quello tra le due nazioni, che è sempre stato tra i più accesi della Champions League, probabilmente il più acceso. Di sicuro il più emozionante. Per quello che riguarda le vittorie sono gli spagnoli in leggero vantaggio con le 16 coppe alzate al cielo (11 Real e 5 Barcellona) contro le 12 italiane (7 Milan, 3 Inter, 2 Juventus). Molte di queste conquistate proprio a discapito dei club azzurri e spesso con il Real Madrid protagonista. Oltre al successo contro la Fiorentina, si aggiungono all’elenco infatti anche quelli contro il Milan nel 1958 e contro la Juventus nel 1998. Ma questo è il passato, ora c’è il presente a rubare la scena. Il grande giorno sta arrivando.