La Juve sogna il Triplete che l'Inter ha realizzato, il confronto fra le due Super-squadre

Triplete, Inter e Juve, Mourinho e Allegri: il confronto fra un capolavoro fatto e uno "quasi" fatto

di Giancarlo Fusco

Mercoledì 3 maggio alle ore 20:45 andrà in scena la semifinale di andata di Champions League Monaco-Juventus. Si prospetta uno Stade Louis II gremito di spettatori. La finale della Coppa dalle grandi orecchie passa anche per questa sfida. Se si guardano i due organici, i bianconeri non dovrebbero avere grandi difficoltà nello staccare il pass per il il 3 giugno di Cardiff, tuttavia nel mondo del calcio non è mai detta l’ultima parola. Sarebbe proprio il caso di dire la partita finisce quando l’arbitro decreta la fine. Bisogna dunque attendere i 180 minuti e si spera per i bianconeri non oltre per capire se la squadra allenata da Allegri può giocarsi il Triplete fino alla fine. Eh si, il tanto agognato Triplete, Scudetto, Coppa Italia e Champions League. Per quanto riguarda il campionato non dovrebbero esserci più ostacoli da qui alla conquista del 33esimo titolo di Campioni d’Italia. La Finale di Coppa Italia sarà contesa contro la Lazio che, per quanto stesse facendo un campionato straordinario, ha un organico non proprio all’altezza della società bianconera. L’ultimo tassello del puzzle è inerente proprio alla conquista di quel trofeo per il quale la scorsa estate è stata costruita la Juventus in sede di calciomercato: la Champions League.

Tutto, per una strana sensazione, porta a pensare che i candidati numeri 1 alla vittoria del trofeo fosse proprio la Juventus. Le quattro squadre ancora in gioco non sembrano averne più dei bianconeri. C’è proprio il Monaco che sicuramente è bello da vedere ma è una squadra inesperta e il valore dell’intero organico non è per nulla paragonabile a quello juventino. Ci sono poi le solite due squadre di Madrid che negli ultimi anni sono di casa nelle finali di Champions, l’Atletico e il Real. I Colchoneros forse erano gli unici avversari da evitare in semifinale. La squadra allenata da Simeone è arcigna e in un doppio confronto può creare seri problemi agli avversari. Discorso diverso, invece, in una partita secca. Il recente passato ha dimostrato che l’Atletico Madrid nel corso dei 90 minuti ha cali di tensione preoccupanti. Sul fronte Real Madrid si può dire che come organico i Galacticos sono impareggiabili, però nel corso di questa stagione hanno mostrato lacune sorprendenti non giocando sempre da squadra. Cosa che, invece, non accade in quel di Torino sponda bianconera.

Inutile dire che raggiunta la Semifinale è stato fatto subito il paragone tra l’Inter e la Juventus o meglio tra il triplete vinto dalla squadra di Mourinho e quello che si prospetta per la squadra di Allegri. Molte sono le analogie tra le due squadre. A partire dal gioco. Tanto i nerazzurri del tecnico portoghese quanto i bianconeri hanno il punto di forza in comune nella difesa. E’ risaputo che le vittorie passano sicuramente per i gol dell’attacco ma non va sottovalutata l’importanza di una difesa impenetrabile. Con quest’ultima, infatti, si possono dormire sonni tranquilli anche contro i centravanti più forti che il panorama calcistico possa offrire. Ne è una chiara dimostrazione la partita contro il Barcellona disputata sia dall’Inter del 2010 che dalla Juventus in questa stagione. I Blaugrana per quanto forti sono stati letteralmente sovrastati in trasferta. Poi una partita ordinata al Camp Nou ha fatto il resto anche se i brividi per i nerazzurri sono stati maggiori avendo vinto 3-1 all’andata e perso 1-0 al ritorno. La Juventus, invece, dopo il netto 3-0 è uscita completamente indenne dalla Spagna. Se ci si basa sul doppio scontro contro il Barcellona, per gli amanti della cabala, si potrebbe pensare al buono auspicio per una finale trionfale. Ma questa è un’altra storia. Un altro punto in comune, importante tra l’Inter del triplette e la Juventus di Allegri è il gioco poco spettacolare delle due squadre. Sicuramente non ci troviamo dinanzi ad un gioco spumeggiante, che resta impresso ma poco importa perché la concretezza nel calcio come nella vita è tutto. Poco conta se, poi, in futuro gli annali ricordano altri trionfi perché in bacheca il trofeo non lo toglie nessuno, di questo si può esserne certi. I due allenatori, invece, hanno poco in comune. Mourinho è più star da tv, abile a preparare il match prima del fischio d’inizio con una dialettica impeccabile. Allegri, invece, è più tipo silenzioso ma che sa farsi sentire al momento giusto. Mai sopra le righe ma tipo tosto quando serve, ne è un chiaro esempio la scelta di escludere Bonucci dalla partita degli ottavi di ritorno di Champions contro il Porto. L’ultimo punto, sicuramente, in comune tra l’Inter del triplette e la Juventus è lo straordinario collettivo dei due organici. Un gruppo coeso e sereno, unito per un solo intento. La conquista del Triplete, l’ingresso nella storia. Appunto quest’ultima perché al momento solo l’Inter ha annotato il proprio nome sul triplete. La Juventus vede il trionfo, la gloria ma la firma la deve ancora mettere. La storia attende ma nel frattempo non ci resta che aspettare la doppia sfida Monaco-Juventus. Per il resto c’è ancora un pò di tempo.