L'uomo dei trofei, il Regno Unito incorona Zlatan Ibrahimovic

Zlatan il cannibale: contro di lui non ci sono Saints che tengano

di Enrico Vitolo

Non potrà mai sedersi sul trono, ma l’Inghilterra ha ufficialmente incoronato Zlatan Ibrahimovic come il nuovo Re. Di quelli che rimarranno nella storia, ma non solo dell’oltremanica. Dopo Olanda, Italia e Francia, senza tralasciare la Spagna dove ha vinto di tutto nonostante una stagione non esattamente perfetta vissuta al fianco di Guardiola, ecco un altro paese aggiungersi alla lista. Una lunga lista, di quelle che hanno pochi eguali.Ma del resto “Zlatan e Zlatan” ha detto Jose Mourinho dopo la doppietta del suo leader nella finale di EFL Cup vinta domenica contro il Southampton. Due gol che hanno oscurato l’altra super doppietta di serata, quella di Manolo Gabbiadini che in sole tre settimane è riuscito a conquistare i titoli di tutti i tabloid. Per una volta, però, gli toccherà accontentarsi di qualche complimento e di un piccolo trafiletto, perché l’apertura sarà tutta perIbra. Uno dei giocatori più forti di tutti i tempi, nonostante quella coppa dalla orecchie grandi che manca e forse mancherà per sempre nella sua bacheca personale. Ma intanto è tempo di fare spazio al secondo trofeo inglese, anche questo vinto grazie alle giocate proprio dello svedese. Da sempre decisivo, anche oggi che per molti si avvicina verso la parte conclusiva della sua carriera: “Sono solo molto felice per aver vinto il mio secondo trofeo con il Manchester, è una gioia incredibile”, le parole del numero nove dei reddevils dopo la vittoria. Il secondo successo inglese significa 34esimo totale in diciannove anni di carriera, un palmares semplicemente straordinario. Invidiabile ed inimitabile. Tutti, o quasi, vinti con le reti di Ibrahimovic. Già le reti. Diventate 400 in 668 partite dopo quel colpo di testa al minuto ottantasette che ha stoppato sul più bello i sogni di gloria di Gabbiadini e del suo Southampton. Ma per l’italiano, forse, ci sarà tempo in futuro per rifarsi. Il presente è ancora tutto dell’ex Milan che intanto ha toccato quota 26 gol in 38 gare giocate in maglia Manchester (uno ogni 123 minuti), e la stagione non è ancora terminata.