Ibra e Dzeko, le triplette europee di due grandi arieti

Saint Etienne e Villarreal: si abbatte su di loro la fame piena di classe di Edin e Zlatan

di Enrico Vitolo

Per molti, o meglio ancora per chiunque, il 3 viene considerato come il numero perfetto. La scuola pitagorica lo definisce tale perché è la giusta sintesi del pari (2) e del dispari (1), mentre per i cinesi rappresenta la totalità cosmica (cielo, terra, uomo). Punti di vista del tutto opposti ma che racchiudono in se delle certezze a dir pocoidentiche. Esattamente le stesse che Edin Dzeko e Zlatan Ibrahimovic, con i loro gol, danno rispettivamente alla Roma di Spalletti e al Manchester United di Mourinho. 3 sono stati quelli messi a segno dal bosniaco e dallo svedese nella gara di andata dei Sedicesimi di Finale di Europa League, 3 reti che non possono che significare perfezione. E’ stata infatti la serata perfetta, dove ogni cosa ha funzionato nel verso giusto. Impossibile, forse, da immaginare solo qualche ora prima. Al Madrigal i giallorossi hanno fatto affondare il sottomarino giallo che tanto faceva paura fino a poco prima del fischio d’inizio, all’OldTrafford invece i reds si sono sbarazzati del Saint-Etienne che nel corso dei novanta minuti qualche paura l’aveva fatta venire a Pogba e soci.

Ma nessun problema, ci sono loro. Sempre e comunque, qualunque cosa accada. Con la tripletta di giovedì sera, la seconda stagionale dopo quella al Viktoria Plzen realizzata sempre fuori dal confine nazionale, Dzeko ha toccato quota 28 gol in 34 partite disputate (18 in campionato, 8 in Europa e 2 in Coppa Italia). Numeri da paura, che non hanno nulla a che vedere con quelli molto meno convincenti della scorsa stagione: “L’unica che è stata realmente diversa da tutte le altre” – ha detto ieri sera nel post-gara il numero nove giallorosso – “Perché nel corso della mia carriera sono sempre stato prolifico, per questo motivo non sono affatto stupito di tutti i gol che ho segnato fino ad oggi. Ma non voglio certamente fermarmi proprio ora, voglio dimostrare ancora di più il mio valore. Intanto mi godo questi tre gol che dedico a mia figlia”. Nessuna dedica particolare invece ma un semplice ringraziamento: “Ai compagni di squadra per l’aiuto” da parte del suo competitorIbra. Non solo per il titolo di capocannoniere ma soprattutto per la vittoria finale.Per l’ex Milan prima tripletta con la maglia del Manchester che significa 23 gol in stagione in 35 gare(15 in Premier League, 5 in Europa e 3 tra le varie Coppe inglesi): “Ma quello che contava era vincere contro il Saint-Etienne – il pensiero dello svedese dopo la vittoria ottenuta all’andata -, abbiamo creato tanto ed alla fine abbiamo portato a casa un successo importante”. Che fa sì morale, oltre che tenere in pugno la qualificazione ai quarti, ma che non può certamente bastare. Né a Dzeko e né a Ibrahimovic, ma soprattutto alle loro squadre. Il 3 sarà anche il numero perfetto, ma per una volta servirà molto di più a Roma e Manchester per raggiungere la vera perfezione.