Dopo Claudio, ecco Antonio, la Premier italiana incorona il Chelsea

L'Italia chiama, ma la magia del titolo inglese può incidere su Antonio Conte

di Enrico Vitolo

Il futuro può aspettare, oggi c’è il presente che chiede spazio. Ed anche tanto. La corsa è ufficialmente finita questa sera intorno alle 22:50, quando il traguardo è stato finalmente tagliato. Con netto anticipo, come il miglior Bolt.Ma soprattutto con merito. Tutto di Antonio Conte, che ora può godersi la vittoria della Premier League.Lo 0-1 sofferto in casa del West BromwichAlbion ha infatti permesso ai blues di conquistare il sesto Scudetto della propria storia, senza dover neppure aspettare il risultato del Tottenham al quale anche quest’anno non restano che le briciole. E’ stato un grande Chelsea, dall’inizio alla fine. Anche quando le prime sconfitte stagionali (Liverpool e Arsenal) hanno, seppur solo per un attimo, fatto probabilmente pensare ad un nuovo campionato di sofferenza come quello vissuto solo pochi mesi prima con Mourinho in panchina. Ed invece no. Questo è stato un campionato diverso, molto diverso. Decisamente. Ma proprio in quelle settimane è nata la squadra di Conte, dal punto di vista tattico e negli interpreti.Una squadra capace di vincere 28 partite sulle 36 disputate fino ad oggi, appena 3 sono stati infatti i pareggi e 8 i ko. 76 gol fatti e 29 subiti, in pratica miglior attacco e terza miglior difesa. Esattamente tutto quello che serviva per ritornare in vetta. E così la tradizione degli italiani alla guida del Chelsea continua ad avere un grande successo, anzi grandissimo. Oggi tocca a Conte godersi la vittoria, ma in passato in tanti prima di lui hanno vissuto momenti simili in quel di Londra. Un feeling che è nato con Gianluca Vialli, 5 trofei ma mai la Premier, proseguito con Claudio Ranieri, Carlo Ancelotti e Roberto Di Matteo, con quest’ultimo che è stato l’unico capace di vincere la Champions League. Il prossimo grande sogno di Antonio Conte, l’unico che potrebbe convincerlo per davvero a restare al Chelsea e rinunciare al clamoroso ritorno in italia. Ma per il momento si può aspettare, ora c’è uno Scudetto da festeggiare.