Tre anni di Juve, Allegri ha retto e forse vinto il confronto con Conte

Con Allegri non è finito il mondo bianconero, anzi è migliorato

di Enrico Vitolo

Da amante del poker Massimiliano Allegri sarà certamente bravo a bleffare nel momento del bisogno, ma la sua Juventus è tutto tranne che un bluff. Il contrario. Dal 2014 ad oggi ha avuto spesso la mano vincente, e così da quel momento non ha mai smesso di continuare a rilanciare. Poche, infatti, le sconfitte, le delusioni. Che sono servite per costruire una squadra quasi perfetta, specie in Italia. Lì dove ora i bianconeri vanno alla ricerca del terzo Scudetto consecutivo, che vorrebbe dire eguagliare i numeri del suo predecessore Antonio Conte. In attesa di allora, i numeri del presente sono già importanti. Confortanti per meglio dire. 70 sono i punti conquistati dalla Juventus in 28 partite di campionato, in parole povere una media di 2.5 a gara. Tanta, tantissima, roba. 23 vittorie, 1 pareggio e 4 sconfitte, con ben 59 gol fatti e appena 19 subiti. Basta questo prospetto per descrivere la squadra di Allegri, che significa la prima in Europa per punti conquistati nel proprio Campionato.

Poco distante c’è il Monaco reduce dalla clamorosa, se così si può definire, vittoria negli ottavi di finale di Champions League. I francesi, infatti, sono dall’inizio del campionato in vetta alla classifica della Ligue 1, oggi dopo 29 giornate hanno totalizzato quota 68 punti (21 vittorie, 5 pareggi e 3 sconfitte, ma soprattutto 84 gol messi a segno e 26 incassati). A quota 66 punti, ma nella Liga, c’è invece il Real Madrid dell’ex bianconero Zidane, un bottino conquistato nelle prime 26 giornate di campionato (19 vittorie, 5 pareggi e sole 2 sconfitte, ma anche 69 reti fatte e 27 subite). A seguire, poi, ci sono il Chelsea di un’altra vecchia conoscenza torinese con i suoi 66 punti in 27 gare (21-3-3 e 53 gol realizzati e 20 subiti), il Benfica con 63 dopo 25 incontri (20-3-2, 56 fatti e 13 subiti) ed infine il Bayern Monaco che si è messo alle spalle soltanto 24 partite totalizzando 59 punti (18-5-1, 60 fatti e 13 subiti). Eccole, sono loro. Le migliori, una più forte dell’altra. Tutte sedute attorno ad un tavolo con la speranza di fare propria l’ultima mano di una partita che è entrata ormai nel suo vivo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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