La strana realtà di chi perde, la strana realtà dei milanisti

Juve-Milan: contro i bianconeri sempre e solo frustrazione

di Massimo Zampini (tratto dal quotidiano Libero)

Io non vi biasimo mica. 5 anni e mezzo sono più di 2000 giorni, stenderebbero un toro, figuratevi voi. Nell’autunno 2011 governava Berlusconi: da lì si sono alternati Monti, Letta, Renzi, Gentiloni (pure il premier juventino...). A Sanremo hanno vinto Emma, Mengoni, Arisa, Il Volo, gli Stadio e Gabbani (altro juventino...). Si sono svolte tutte le edizioni di Masterchef, i giovedì ad appassionarci (a meno che non siate interisti e allora qualche giovedì andava dedicato alla guerra col Beer Sheva) fino al trionfo del giovane Valerio (juventino pure lui, guarda caso!).

E intanto, lassù, sempre la Juve. Non vi biasimo mica se siete diventati uguali, indistinguibili tra voi: interisti che difendono il Milan, rossoneri che ci rinfacciano i presunti torti subiti dal Napoli, partenopei a supporto dei nerazzurri pronti alla pañolada per una punizione fatta ribattere e 2 fantomatici mezzi rigori cui non credevano neanche loro. Tutti identici, divoratori di fake news calcistiche pur di delegittimare chi vince dai tempi in cui Berlusconi faceva il Premier e non frequentava i fast food. Partite da 20 tiri in porta a 2 (dato reale, non iperbole), miracoli del portiere, traversa, un rigore netto negato alla Juve, gol di Bacca in lieve fuorigioco, rigore finale con difensore a braccia larghe? «Il rigore per me non c’è, ma per il regolamento sì», chiosano Costacurta e Vialli, annoiati da questo maledetto regolamento. «Il solito rigore decisivo per la Juve», denunciano amareggiati gli antijuventini, e non conta che la Juve fin lì ne avesse avuto 2 in 27 partite. «Ma nel dubbio favoriscono sempre voi», gridano indignati, dimenticandosi del rigore del primo tempo, dell’andata con gol di Pjanic annullato e di tanto altro.

La realtà non interessa più, guida la frustrazione. E così vi confondo, non riesco a distinguervi, vedo un gruppone compatto contro la Juve che va da Bonolis a De Magistris, da D’Alessio a Boldi. Eppure, credetemi, non vi biasimo mica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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