Juve estiva tanti gol subiti, tra effetto Bonucci e negazionismo...

Senza Bonucci la Juventus prende gol: solo un caso?

di Marco Varini

La Juve e Bonucci, un rapporto che si è interrotto in una calda sera di luglio, con l’inaspettato trasferimento al Milan di uno dei giocatori simbolo della retroguardia bianconera. Ed è stata proprio la difesa il tallone d’Achille del tormentato precampionato della Juve. Molti i gol presi dalla Juve durante le amichevoli estive, alcuni particolari, come quello siglato da Neymar (ora in forza al PSG) in Barcellona-Juve, con il brasiliano che supera agevolmente l’intera difesa bianconera. Poi la vittoria per 3-2 col PSG, una vittoria ma con altre 2 reti subite. Poi è stato il turno di Tottenham-Juve 2-0, una brutta partita giocata dai bianconeri e altre 2 reti al passivo. “Sono amichevoli, lasciano il tempo che trovano”, “aspettiamo i match ufficiali”, questi alcuni dei commenti successivi a queste partite, ma il campo ha sentenziato diversamente.

Domenica scorsa il primo match ufficiale, la Supercoppa contro la Lazio. Il primo trofeo stagionale è andato ai bianconeri, vittoriosi per 3-2. Un match che ha visto la rimonta bianconera dallo 0-2 al 2-2 negli ultimi 10 minuti, vanificati poi dal gol di Murgia, all’ultimo respiro, per il definitivo 2-3. Il match è la sintesi del precampionato bianconero, una squadra di carattere che appena accelera può mettere in difficoltà chiunque, ma che balla pericolosamente in difesa. La netta sensazione è che Bonucci manchi molto alla retroguardia bianconera, passata dalle certezze della “BBC” alle incognite del neo acquisto De Sciglio. Proprio De Sciglio è stato inondato di proteste da parte dei tifosi bianconeri sui social, ma la colpa, seppur il 2-3 arrivi da una sua incertezza, non può essere solo sua. Se a questo aggiungiamo la partenza di Dani Alves, (passato al PSG), ecco che il quadro difensivo non può che preoccupare.

La Juve ha forse sottovalutato la partenza di Bonucci, giocatore abile sia in fase prettamente difensiva che nell’impostazione del gioco. Domenica, contro la Lazio, era Chiellini il giocatore dal quale partiva l’azione bianconera, e la differenza si è vista. La società bianconera crede molto nel giovane Rugani, ma l’impressione è che debba crescere ancora molto prima di poter sostituire adeguatamente Bonucci. Stando alle dichiarazioni di Allegri, e della società, la Juve non sembra rimpiangere particolarmente la partenza di Leo, il campo però, almeno fino ad oggi, ha detto altro. La difesa, anche a causa di un centrocampo incompleto, soffre molto le incursioni avversarie. Forse è solo questione di tempo per (ri)affinare i meccanismi difensivi, ma l’impressione è che la squadra, nonostante lo “sgabello di Oporto”, e il diverbio di Cardiff, non fosse ancora pronta a privarsi di Leonardo Bonucci. Giocatore importante, dentro e fuori dal campo.

 

 

 

 

 

 

 

 

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