Grandi vecchi in Nazionale, dal tritacarne Buffon era già passato Maldini

Paolo Maldini aveva smesso prima, tritacarne azzurro invece per Buffon che prova a resistere

di Marco Varini

Gianluigi Buffon e Paolo Maldini, due fra le più grandi figure calcistiche degli ultimi 30 anni, uniti da un destino comune. La storia dei due giocatori è sotto l’occhio di tutti, un numero infinito di partite giocate e di trofei vinti. Un destino simile anche nei trofei mancanti. Nel ricchissimo palmares di Maldini manca infatti la Coppa del Mondo, trofeo conquistato da Buffon nel 2006, nella straordinaria notte di Berlino. Al portiere bianconero invece manca la Champions League, coppa conquistata per ben 5 volte da Paolo Maldini, una di queste, nel 2003, proprio contro la Juve di Gigi Buffon. Un destino incrociato tra i due fuoriclasse, accumunati da un fatto in comune, le critiche dei media per le prestazioni in maglia azzurra. Sabato sera, dopo il pesante ko per 0-3 del Bernabeu, Buffon è stato oggetto di numerose critiche, reo di aver avuto poca reattività in occasione della punizione di Isco, la rete dell’1-0 spagnolo. Buffon rimane indubbiamente uno dei più forti portieri in circolazione, ma qualche scricchiolio si inizia a scorgere.

La Nazionale azzurra avrebbe già quello da molti viene considerato il naturale erede di Buffon, parliamo ovviamente di Gigio Donnarumma, ma Gigi non sembra avere alcuna intenzione di cedergli il posto. Buffon ha ribadito più volte l’intenzione di partecipare al Mondiale di Russia 2018, un mondiale però al quale gli azzurri non sono ancora qualificati, in attesa del match di stasera, (contro Israele), ma sopratutto del playoff. Uno spareggio necessario per gli azzurri, dal momento che il 1° posto è ormai sfumato, all’Italia toccherà quindi disputare il match tra le seconde classificati nei gironi, prima di poter staccare il biglietto per la Russia. Buffon non intende fari passi indietro, quel passo che fece invece Paolo Maldini nell’estate 2002, dopo il mondiale in Corea e Giappone. Dopo l’eliminazione agli ottavi, ad opera della Corea del Sud, numerose furono le critiche a Paolo Maldini, reo aver disputato un brutto mondiale. L’orgoglio di Paolo ebbe il sopravvento, da li la clamorosa decisione di abbandonare la maglia azzurra.

Una decisione irrevocabile quella di Paolo, nonostante avesse ancora molti anni di carriera davanti, successivamente giocherà infatti numerose partite, conquistando altre 2 Champions League con il Milan, (2003 e 2007). Inutili i tentativi di Trapattoni prima, e di Marcello Lippi poi, di riportare Maldini in nazionale. Forse nella mente di Paolo c’è un po’ di rammarico, dal momento che proprio con Lippi, in Germania, gli azzurri torneranno ad alzare la Coppa del Mondo, trofeo inseguito dal lontano 1982, e che avrebbe potuto regalare a Maldini l’unico trofeo mancante della sua immensa carriera. L’orgoglio di Paolo ebbe la meglio, quello stesso orgoglio che sta (forse) alla base della scelta di Buffon, che si sente ancora forte nonostante i suoi 39 anni. Buffon e Maldini, due modi diversi di vivere la nazionale, ma uniti dalla stessa passione per la maglia azzurra, quella stessa maglia che molti giovani, sembrano purtroppo snobbare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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