Vittoria piena per la Roma, scontri diretti anti-Juve a favore dei giallorossi

Roma-Juventus continua sui social - Anche la Vecchia Signora ha il suo tallone d’Achille

di Angelica Cardoni

Le chiacchiere da bar non vanno più di moda. Un tempo bisognava aspettare la brioche del lunedì per prendersela con il malcapitato di turno. Allenatore, presidente, capitano. O magari, quell’attaccante che passeggia e che non segna più. Invece, in un mondo dove anche il calcio è sempre più social, il pollice dei tifosi e dei loro beniamini è pronto a cliccare, postare e twittare in ogni momento. Prima, durante e subito dopo i 90 minuti di gioco. E il web è un arbitro severo, che ricorda tutto e non perdona. “Battere la Juve è il suo scudetto, comprensibile da uno che nella vita ha vinto solo a briscola”. Un commento pungente e ironico quello indirizzato da un tifoso bianconero a Radja Nainggolan. In dubbio fino alla fine, il guerriero giallorosso ha giocato, segnato ed esultato. E poi ha risposto, a suon di tweet. “Non rosicare”. Un responso fin troppo equilibrato per il temperamento piuttosto vivace del centrocampista di Spalletti. Che si è scagliato più volte contro la Juventus. Nel 2014, dopo la sconfitta della Roma contro il Bayern, venne accusato di simulazione dopo un contatto con Neuer. “Bello simulare eh? Ma non sei in Italia, non ti regalano i rigori” - scrisse un profilo firmato ‘Juve nel cuore’. Nainggolan non è uno che se le lascia dire. “Ne sai qualcosa?” - fu la replica.

Tra Nainggolan e la Juventus non corre buon sangue, ma il belga non è l’unico ad essere bersagliato dai social. Accanto all’hashtag #RomaJuventus se ne leggono di tutti i colori. C’è chi critica Pjanic, chi parla di ‘biscotto’, chi se la prende con Allegri. E chi si domanda se sia questa la squadra che dovrà scendere in campo a Cardiff. Insomma, anche la Juventus è vulnerabile e contro la Roma di Spalletti ha mostrato tutti i suoi limiti. Specialmente nel secondo tempo, quando la Vecchia Signora è stata troppo lenta rispetto agli avversari che avevano tanta voglia di fare. Ha influito molto il turnover. Inutile negarlo. E forse, i cambi non all’altezza dei titolari.

La finale di Coppa Italia ha complicato i piani di Allegri e di Inzaghi. Entrambi costretti a rimaneggiare una squadra che, contro Roma e Fiorentina, non ha funzionato. Ma per le aquile ci saranno poche conseguenze. Per la Juventus, invece, sarebbe stato importante chiudere la pratica del campionato a Roma. “Questa sconfitta ci farà bene per le prossime gare. Basta mantenere la lucidità e riattaccare la spina”. Parola di Massimiliano Allegri, costretto ancora una volta a dosare le forze. Fisiche e mentali.

 

 

 

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