Le barriere dell'Olimpico, poi lo stadio del futuro a Roma

Totti chiede un Colosseo moderno, Baldissoni: “Siamo ottimisti” Roma e Lazio ottengono l’eliminazione delle barriere all’Olimpico

di Angelica Cardoni

Dietro un hashtag, c’è di più. E precisamente, un coro degno della Sud, un’invocazione da parte dell’intera comunità giallorossa che Roma non può e non deve ignorare. Da quando Luciano Spalletti lo ha rilanciato in diretta televisiva, quel “famostostadio” ha fatto il giro del web. Ed è diventato virale. Ma c’è bisogno di intasare la tecnologia per scrivere il futuro? Sembrerebbe di sì. Almeno in Italia. “Vogliamo il nostro Colosseo moderno” - ha scritto Francesco Totti su Twitter - “Una struttura all’avanguardia per i tifosi e per tutti gli sportivi”. Il progetto di Tor di Valle - risalente ormai al 2012 - rappresenta un fattore di sviluppo per il Paese. Sia da un punto di vista economico, sia da un punto di vista sociale e culturale. Gli stadi italiani hanno un’età media di 62 anni: tanti sono decadenti, altri reclamano una ristrutturazione. E soprattutto, sono così lontani dai canoni e dai modelli di quelli europei. La Roma ha bisogno di uno stadio tutto suo, di un impianto nuovo, di proprietà e all’altezza delle aspettative di proprietari, giocatori e tifosi. Sarebbe un gioiellino anche per la città, che si è giocata le Olimpiadi 2024. Nel frattempo, c’è l’accordo per l’eliminazione del sistema divisorio delle curve dell’Olimpico. Sì, ma dopo il derby.

Il progetto di Tor di Valle - “Spero che si possa centrare questo obiettivo perché il Paese necessita di uno scatto in avanti sul fronte delle infrastrutture sportive”. A dichiararlo è il presidente della Figc Carlo Tavecchio in merito alla questione del nuovo stadio della Roma. Una faccenda cara a Baldissoni che, dopo il vertice con i rappresentati del Campidoglio di martedì 7 febbraio, è sembrato ottimista. “Stiamo lavorando per la diminuzione delle cubature. La prossima settimana è previsto un nuovo incontro”. Parola di Luca Bergamo, vicesindaco di Roma, delegato dalla Raggi. Quei 600mila metri cubi richiesti dal costruttore Luca Parnasi erano stati giudicati dall’assessore all’urbanistica Paolo Berdini ‘regalati’. “Sapete benissimo che lo stadio lo voglio fare quindi evitate di dire bugie” - aveva fatto sapere tramite Twitter. Dichiarazioni rassicuranti per Pallotta e per gli imprenditori statunitensi che hanno a cuore la questione dal 2011, l’anno di acquisto del club giallorosso. Insomma, la pace tra Campidoglio e Trigoria è in dirittura d’arrivo.

Lo stadio Olimpico - Roma e Lazio si sono unite per il superamento delle barriere. Quelle barriere che hanno allontanato i tifosi dallo stadio, quelle barriere che hanno unito colori diversi. “Costruire un percorso che consenta - in tempi ragionevoli - il superamento del sistema divisorio delle curve al fine di poter fruire, in condizioni di sicurezza, delle manifestazioni sportive in forma ampia e serena”. Il mandato affidato dal Ministro dell’Interno Marco Minniti al capo della polizia Franco Gabrielli, dopo l’incontro al Viminale di martedì 7 febbraio, parla chiaro. La proposta di Lotito, Gandini e Baldissoni, tutti presenti alla riunione, dovrebbe essere messa nero su bianco dopo il secondo derby di Coppa Italia di aprile. Solo allora, l’Olimpico tornerà ad essere quello di sempre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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