Lazio-Roma, un derby-impasto fra stadi, sindaca, assessori e tifoserie ultrà

Lazio-Roma, ultras e sindaca Raggi sotto esame - Dal ritorno delle curve al nuovo stadio per la Lazio

di Angelica Cardoni

L'erba del vicino è sempre la più verde. E a Roma, anche quella dello stadio lo è. L'accordo per la realizzazione del nuovo impianto giallorosso non ha calmato le chiacchiere. O meglio, ha somministrato una pillola zuccherosa a Totti e compagni, a Spalletti e tifosi che assisteranno alla costruzione di quel progetto che custodiscono nel cuore. Ma dall'altra parte del Tevere si è sollevato un polverone. “Siamo certi che l'amministrazione comunale di Roma non creerà discriminazioni tra i romani” - ha dichiarato Claudio Lotito, presidente della Lazio - “Cara sindaca Raggi, ci aspettiamo che consenta la creazione del nuovo impianto della Lazio. Il Flaminio non va bene”. Altro che patata bollente. Forse, nessun altro derby è stato condito da così tante polemiche come la semifinale di andata di Coppa Italia che si giocherà tra poche ore. Mercoledì 1 marzo è la data ufficiale, anche se la stracittadina di Roma è iniziata da tempo. O forse, non c'è mai stato un vero e proprio triplice fischio.

Derby, nuovo look - Sarà il derby degli stadi, quello del ritorno delle curve e dell'orario serale. L'Olimpico si rifà il look con la riduzione delle barriere della discordia. Un test per gli ultras, marcato dal fatto che si giocherà di sera, dopo ben quattro anni di astinenza e dopo episodi che non possono far parte del calcio. Un mix che scalda i motori di una delle stracittadine più sentite d'Italia. A livello di emozioni, sicuramente. Sì, perché l'obiettivo resta lo stesso di quel famoso 26 maggio 2013, quando Lulic al 71' condusse in paradiso i laziali. Una sconfitta che paradossalmente portò fortuna alla Roma di Spalletti. A partire da quel momento infatti, il club giallorosso si è aggiudicato ben 5 derby degli ultimi 7 disputati in campionato. Uno tra tutti? Quello del 3 aprile 2016, quando la Roma strapazzò le aquile con un sonoro 1-4 che costò caro a Pioli, esonerato e sostituito da Simone Inzaghi.

L'antipasto – La Roma si presenterà all'Olimpico con la carica a mille. La vittoria a San Siro nel match contro l'Inter è una scarica di adrenalina non indifferente. Come lo è, per società e tifosi, vedere giocare Nainggolan in quelle condizioni. Uno stato di grazia a tutti gli effetti. Ma la Lazio non è da meno. Merito di Immobile e di quel gol rifilato all'Udinese che ha permesso a Inzaghi di archiviare, almeno per un paio di giorni il discorso campionato, e di concentrarsi sui cugini. Il tecnico della Lazio lo aveva dichiarato già qualche giorno fa. “Prepareremo il derby dopo la partita di domenica”. Magari, riservando anche un pensierino intimo ai fischietti e a quei 12 calci di rigore che hanno fatto sorridere la Roma. Più e più volte. Sarebbe un tarlo? Probabilmente sì, ma comprensibile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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