Lazio-Roma, il derby della rivalità in quanto tale trasformato in un derby per la classifica

Ragionare freddamente, lucidamente, per la classifica, non per il fuoco che arde nel derby: ce la faranno Lazio e Roma?

di Enrico Vitolo

Un derby d’alta classifica, di quelli che ti possono (forse) cambiare un’intera stagione. Un derby che raramente è stato così importante negli ultimi anni, specie se Roma e Lazio vogliono realmente provare a tenere vivo il sogno Scudetto. I prossimi mesi potranno certamente dare risposte molto più precise in tal senso, Juventus permettendo, maintanto il prossimo week-end dirà invece molto sul presente. Non solo in riferimento alla forza cittadina, che nella Capitale conta e tanto, ma probabilmente anche su chi potrà realmente recitare il ruolo di antagonista dei bianconeri. In questo caso, Milan permettendo. Ma entrambe lo desiderano, entrambe lo sperano. Pur sapendo che non sarà assolutamente facile. Tutto, o quasi, potrebbe però dipendere dal derby, affascinante come pochi. Atteso come se fosse una finale, sempre e comunque. A prescindere dalla posta in palio. L’ultima stracittadina importante, ma solo in chiave secondo e terzo posto, si giocò il 25 maggio del 2015, Iturbe e Yanga-Mbiwa con i loro gol regalarono alla Roma la qualificazione diretta alla Champions League. Ai cugini invece, a cui non bastò la rete di Djordjevic, le “briciole”, con il preliminare conquistato la settimana successiva in casa del Napoli.

Da quella partita sono cambiate alcune gerarchie, sono cambiati i protagonisti. Alcuni molto importanti. Sono ad esempio cambiati gli allenatori, da Garcia e Pioli a Spalletti e Inzaghi, ma sono cambiati anche alcuni degli interpreti che domenica pomeriggio saranno chiamati a rendere il derby avvincente. Elettrizzante. La normalità per intenderci, com’è giusto che sia.Da una parte non ci saranno più De Sanctis, Keita e Gervinho, dall’altra Mauri, Candreva e Klose. Nessun problema, tranquilli. La consegna del testimone è avvenuta. Sponda giallorossa questa volta ci saranno Strootman, Dzeko e Perotti, sponda biancocelesteMilinkovic-Savic, Immobile e Keita. Nel cambio non si è andati tanto male. Il contrario. Le prime quattordici giornate l’hanno già confermato, in modo anche evidente. C’è una Roma che, nonostante i soliti problemi di personalità, è distante quattro lunghezze dalla testa della classifica, ma soprattutto c’è una Lazio che sta sorprendendo tutti e che dalla vetta è lontana solo un punticino in più. Ed allora, in questo momento, è giusto continuare a sognare. Buon derby a tutti!

 

 

 

 

 

 

 

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