Lazio, il problema è capire davvero se il derby perso è alle spalle

La Lazio pareggia contro il Vitesse e pensa alla Fiorentina - Inzaghi-Pioli, e quel derby perso contro la Roma …

di Angelica Cardoni

L'1-1 contro il Vitesse, il primo pareggio nella stagione dell'Europa League, non mette i bastoni tra le ruote alla Lazio di Simone Inzaghi che si è qualificata ai sedicesimi di finale con due giornate di anticipo, grazie alla vittoria contro il Nizza. L'allenatore delle aquile ha potuto inventare, rischiare e sperimentare, dando spazio ai più giovani e facendo riposare le pedine fondamentali. Soltanto Bastos e Luis Alberto erano i titolari: poi tanti ragazzi, quelli che hanno giocato meno e che avevano voglia di mettersi in mostra. “Sono soddisfatto, non era semplice interpretare una gara senza stimoli di classifica”, ha commentato Inzaghi dopo la gara contro gli olandesi. L'unica nota stonata è stato l'infortunio di Nani che alla vigilia aveva rassicurato i suoi tifosi: “Tornerete a vedere il vero Nani”. Complice la sfortuna e un destino un po' beffardo, l'attaccante portoghese sarà costretto a saltare, per certo, la Fiorentina e il match successivo contro la Sampdoria. Due appuntamenti fondamentali anche sotto il profilo mentale: quella sconfitta nel derby, infatti, brucia ancora dalle parti di Formello e un pareggio in Europa League non basta per voltare pagina.

Inzaghi contro Pioli – Era il 3 aprile 2016 e la Lazio perdeva il derby contro la Roma per 4-1. Lotito non ci ha pensato due volte: via Stefano Pioli e squadra nelle mani di Simone Inzaghi, considerato, all'epoca, quasi un traghettatore. A fine stagione infatti, alcuni lo immaginavano seduto su un'altra panchina. Ma non la Lazio che lo ha confermato, lo ha lanciato e gli ha fatto prendere una bella rivincita. Se da giocatore era sempre nell'ombra di suo fratello, Pippo, che segnava e faceva vincere trofei, da allenatore ha saputo guadagnarsi un posto speciale. Ha portato la Lazio in finale di Coppa Italia, persa contro la Juventus, e in quella di Supercoppa Italiana, vinta sempre contro la Vecchia Signora. E poi, attualmente, sulla soglia della Champions League. Tanto che, a differenza di Pioli, l'ultimo derby perso non gli è stato fatale. La Lazio se lo tiene stretto, i tifosi lo custodiscono nel cuore. “Lo conosco bene e lo stimo”, ha detto Inzaghi sull'allenatore della Fiorentina, “Fa giocare le squadre con coraggio”. E domenica saranno a tu per tu: il presente, e probabilmente anche il futuro, da un lato e il passato dall'altro.

Immobile contro Chiesa – Un duello interessante, tutto azzurro, è quello tra Ciro Immobile e Federico Chiesa. Entrambi stanno vivendo un momento felice della loro carriera: Immobile è più esperto, Chiesa ha soltanto 20 anni, ma è un giovane con grandi prospettive. Verrebbe quasi da dare uno sguardo al futuro, immaginandoli insieme a Coverciano e protagonisti con la maglia azzurra. Intanto, Immobile ha segnato 19 reti in 16 partite, Chiesa è alla sua seconda stagione da titolare in serie A. Ma su di lui c'è molto entusiasmo e sembra sempre più destinato a fare il grande salto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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