La Roma degli interrogativi, la Roma dei punti di domanda

La Roma e il suo limbo di incertezze - In bilico dirigenti, allenatore e senatori

di Angelica Cardoni

Se le anime del limbo dantesco sono escluse dalla salvezza, quelle che vagano nel vortice del dubbio giallorosso hanno ancora qualche possibilità di redenzione. Certo, dipenderà tutto dai prossimi giorni. Addirittura dalle prossime ore. E da un calendario che impone alla Roma la massima concentrazione. Prima contro il Pescara, poi contro Lazio, Milan, Juventus, Chievo e Genoa. Insomma, tutt’altro che una passeggiata di salute. Una prova di forza che non accetta passi falsi, un percorso doveroso per proteggere una stagione intera dagli artigli infernali. Anche perché la Roma ha provato sulla pelle il dolore di quei graffi. Più e più volte. Prima l’esclusione dai preliminari di Champions contro il Porto, poi l’Europa League persa agli ottavi contro il Lione, poi la Coppa Italia e la semifinale contro la Lazio. Sogni depennati dalla lista delle cose più importanti. Ora ci sono solo il campionato e un secondo posto da blindare che vale quanto uno scudetto. Nonostante il pareggio contro l’Atalanta, nonostante il Napoli sia più vicino e la Vecchia Signora troppo in forma per inciampare sui gradini.

La Roma deve riavvolgere il nastro e recuperare il filo della matassa. Quel filo che sembra abbia perso da un po’. E il fatto che il futuro sia tutto da scrivere è la prova evidente. Alcuni dirigenti, l’allenatore e i giocatori camminano sul filo di un rasoio. Non si conoscono le sorti di Francesco Totti, per esempio. L’uomo simbolo del club giallorosso, l’icona della sud, un campione che ha dedicato la sua carriera alla maglia che indossa. Quella stessa maglia che ultimamente veste troppo poco. Sì, perché la Roma gli ha restituito tutto, ma senza interessi. E qualcuno gli era dovuto. Spalletti ha guarito la società dal tottismo con una cura poco nobile per il suo capitano, costretto ad accontentarsi di giocare per poco. L’ingresso a quattro minuti dalla fine contro l’Atalanta è stato l’ennesimo sgarbo. Certo è che il 30 giugno è vicino. Per lui, per Spalletti, e anche per Daniele De Rossi, al quale è stato offerto un rinnovo di un anno. L’entourage però chiede di più, anche perché è ancora un bocconcino appetibile sul mercato. Nonostante i suoi 34 anni. L’indecisione a Trigoria va di moda e contagia anche la dirigenza, con alcuni posti a rischio: Monchi rimanda, l’attuale ds Massara non sembra poi così convinto del suo futuro. Insomma, si deciderà tutto dopo il match contro la Juventus, uno scontro diretto che vale tanto. Tantissimo. Che potrebbe ristabilire l’ordine, che potrebbe portare la Roma all’inferno o in paradiso.

 

 

 

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