Giallorossi rimontati due volte e battuti a Genova, problemi dietro

La Roma e il valzer del demerito - Mazzoleni ci mette lo zampino, ma la difesa scricchiola

di Angelica Cardoni

Udinese, Lazio, Juventus, Genoa, Fiorentina e Sampdoria. Il comune denominatore? La Roma di Luciano Spalletti. E le tante decisioni arbitrali – favorevoli e contrarie alla formazione giallorossa - che in queste partite hanno fatto la differenza. La Roma continua ad essere al centro dell'attenzione dei fischietti italiani. Una tendenza che era venuta alla luce sin dalla prima giornata di campionato e da quel Roma-Udinese di fine agosto vinto dagli uomini di Spalletti con un poker netto. Senza dimenticare la trasferta di Firenze, il gol di Badelj viziato dal fuorigioco di Kalinic e il calcio di rigore negato a Dzeko dopo il contatto con Tomovic. Scelte che hanno sollevato polemiche su polemiche. E, a Marassi, il bosniaco è ancora nel bel mezzo del polverone.

Il flop del fischietto – Una sconfitta non riserva quasi mai nulla di bello. In quel quasi è racchiuso soltanto il margine di miglioramento che un risultato negativo può spronare a cercare e a raggiungere. Una sconfitta riserva amarezza e delusione. Sempre. A maggior ragione se il distacco con la prima della classe aumenta. A maggior ragione se in ballo non ci sono solo i propri demeriti. Come nel match di Marassi, gestito da un arbitraggio molto discutibile. Sul banco degli imputati? Mazzoleni e i suoi assistenti. In primis, per il contatto dubbio tra Rudiger e Schick da cui è nato il calcio di punizione del gol di Muriel. E poi per il fuorigioco inesistente su Dzeko (in realtà Totti era in posizione irregolare, senza prendere parte all'azione) e per il penalty negato all'attaccante giallorosso. “Era rigore. E' una circostanza che ci disturba, una decisione di facilissima lettura per dei guardalinee di qualità come quelli della Serie A”- ha commentato Spalletti dopo la gara. Un episodio che pesa come un macigno. Sì, perché nel calcio sono proprio gli episodi a fare la differenza.

Il flop della Roma – Le note dolenti non possono mancare quando le cose non vanno nel verso giusto. Gli errori e le mancanze altrui non bastano. Bisogna fare un passo indietro e cedere al 'mea culpa' di rito. La Sampdoria, almeno in Campionato, è la bestia nera della Roma, visto che la squadra di Giampaolo non ha mai creato e segnato tanto (5 gol in due partite) contro un altro avversario. Ma tre gol subiti sono la prova evidente che qualche problemino c'è. O meglio, che qualcosa non ha funzionato come avrebbe dovuto in una retroguardia considerata molto solida. Anche perché, il club capitolino è caduto dopo essere andato per due volte in vantaggio. La difesa giallorossa ha ballato un po' troppo, specialmente dalla parte di Vermaelen, inserito a sorpresa al posto di Manolas, ormai indispensabile per Spalletti. Come può far la differenza un solo uomo? Succede. Con il greco in campo la percentuale di reti subite dalla Roma tende a sfiorare lo zero. E pensare che alcune voci lo vorrebbero sul mercato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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