El Shaarawy, buona partenza a Roma, adesso però poco slancio

Stephan El Shaarawy, più ombre che luci Da protagonista a riserva di lusso della Roma

di Angelica Cardoni

La scoperta del talento e i gol. Poi la crisi, l’addio ai rossoneri, le speranze di rilancio a Monaco e l’arrivo alla Roma. Con i primi sei mesi vissuti da protagonista e con un posto da riserva di lusso nella rosa attuale. Come un jolly da inserire negli spezzoni delle partite. Certo, non il massimo per il morale di un calciatore che rende di più con la fiducia del proprio allenatore in tasca. Eppure, sembrava che Stephan Kareem El Shaarawy a Roma avesse trovato una sua dimensione ideale, sin dal 26 gennaio 2016, giorno del suo arrivo. Un gol nell’esordio all’Olimpico, quello di tacco contro il Frosinone nel match vinto dalla Roma per 3-1, esattamente il 30 gennaio. Il bis, la settimana dopo contro il Sassuolo. Poi, la prima doppietta con la maglia giallorossa in casa dell’Empoli e così via. Tanto che il Faraone ha concluso la sua prima metà stagione nella Capitale con 18 presenze e 8 gol.

L’eclissi - Ad oggi, la cresta del Faraone non è potente come quella di un tempo. Gioca meno e rende altrettanto. Sarà un problema di feeling con mister Spalletti? Oppure, le carte in tavola stravolte e mescolate dall’esplosione di Dzeko? Sicuramente, la stagione del bosniaco gli ha tolto spazio ed El Shaarawy non ha fatto granché per riprenderselo. Certo, l’allenatore schiera chi riesce a dargli più certezze e, quest’anno, la Roma non riesce a fare a meno di Dzeko e di Salah, Perotti o Nainggolan alle sue spalle. L’italoegiziano è tra i primi per presenze ma ha un minutaggio bassissimo. Per la precisione, i numeri dicono 6 gol e 6 assist per un totale di 1.589 minuti giocati. Dati non da buttare ma nemmeno così esaltanti. Anche la Coppa d’Africa e l’assenza di Salah non hanno giocato un ruolo a suo favore. Una stagione piuttosto anonima dunque. Eccezion fatta per due colpi di genio, la doppietta in Europa League e il gol in Coppa Italia contro la Sampdoria. Dopo quella partita, Spalletti lo aveva motivato: “Stephan è fortissimo, ma in questo momento non sente fiducia. Se subentra non riesce a dare le stesse cose di quando gioca dall’inizio. Deve sistemare questo tassello qui”.

Le prospettive - Quando un calciatore non gioca, o gioca poco, il suo umore non è alle stelle. Ed è giusto e normale che sia così. Ma il faraone tornerà a brillare come un tempo e a riprendersi un ruolo da protagonista, visto che le due cose vanno di pari passo, o sceglierà altre strade? Sì, perché le ammiratrici non gli mancano. Firenze gli ha già strizzato l’occhiolino. Come diverse squadre inglesi e spagnole che hanno mostrato interesse per l’italoegiziano in più circostanze. Il Watford in Premier e il Las Palmas nella Liga. I più romantici parlano di un ritorno al Genoa che lo aveva lanciato nel calcio dei grandi. Il futuro è tutto da scrivere e, probabilmente, dipenderà dai prossimi mesi. Intanto, Spalletti non gli ha lanciato critiche dopo l’ultima gara contro il Napoli, persa per 1-2: “Perotti ed El Shaarawy hanno fatto bene, però sono stati poco supportati dalla squadra”. Insomma, nulla di sublime, ma sempre meglio di niente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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