Derby perso, addio di Totti e adesso per la Roma c'è il Milan di Montella a San Siro

La Roma e Totti, un addio mal gestito - Il Milan e Montella, fiducia rinnovata

di Angelica Cardoni

Gelido e istituzionale. Incurante del legame che c’è tra la Roma e Francesco Totti. Un rapporto che supera il rettangolo verde da 25 anni. Eppure, non è un brutto sogno: è successo davvero. L’annuncio dell’addio al calcio giocato del capitano giallorosso è arrivato durante la conferenza stampa di presentazione di Monchi. “Conosco l'accordo tra lui e il club, visto che ha un contratto da dirigente già siglato. Adesso io guardo avanti e spero di averlo al mio fianco per permettermi di capire cosa è la Roma, perché Francesco è la Roma. Se lo vorrà, chiedo che mi sia vicinissimo: mi basterebbe capire da lui l'1% di quello che è la Roma per ritenermi soddisfatto”- ha dichiarato il nuovo direttore sportivo di Trigoria. Nuovo, per l’appunto. Non a conoscenza del reale significato che Totti ha per una parte di Roma. Altrimenti, non lo avrebbe trattato come uno dei tanti. Va bene il rispetto delle gerarchie, va bene il rispetto dei ruoli, va bene il rispetto delle decisioni societarie. Ma un annuncio del genere, forse, era diritto e dovere del capitano che avrebbe trovato un modo più caloroso per disilludere tutti quei tifosi che lo vorrebbero ancora in campo. E che vorrebbero riportare l’orologio indietro nel tempo. Fino al 28 marzo 1993, quando il Pupone era ancora un ragazzino. Certo, tutt’altro che un fulmine a ciel sereno. Al momento del rinnovo, la Roma aveva precisato che questo sarebbe stato l’ultimo anno in campo per lui. Poi, sono arrivate le parole di Baldissoni prima del match contro la Lazio: “Vivrà altri derby ma fuori dal campo”. E dopo quelle di Totti: “Lo dicono gli altri che smetto”. Proprio così. Parlano tutti tranne Totti.

Il Milan e San Siro si preparano ad accogliere una Roma spezzettata. Sul campo, fuori e nell’anima. I rossoneri dovranno lottare per portare a casa punti preziosi, come ha ribadito il nuovo amministratore delegato Marco Fassone a Milan TV. “Noi crediamo che l’Europa League sia un passaggio obbligato per riprendere le abitudini a giocare in quel contesto. Per riprendere l’abitudine di avere la partita infrasettimanale”. Un obiettivo da centrare e da affidare a Vincenzo Montella, che ha migliorato e preso le redini di una squadra giovane. Fassone gli rinnova la piena fiducia. Quella fiducia che disillude le lingue più maliziose e mette a tacere tutte quelle voci che parlano di crisi al primo pareggio. Tutte quelle voci che lo hanno associato alla Roma, per esempio. “Il mister ha la stima totale di dirigenza e proprietà. Sgombriamo per l’ennesima volta dal tavolo qualsiasi possibile dubbio sulla guida tecnica del club”. A Milano confermano, a Roma salutano. I primi l’allenatore, i secondi il capitano. E poi, magari, anche l’allenatore. Nel frattempo, c’è una partita da preparare. E che partita. Vincenzo Montella recupera De Sciglio, Sosa e Romagnoli, anche se a centrocampo dovrà fare a meno di Kucka, squalificato. Spalletti invece paga gli strascichi del derby. A Milano non ci saranno gli squalificati Rüdiger e Strootman.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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