Anche dopo il 3-2, il derby di Roma è uno di quelli che non finiscono mai

Il day after di Roma-Lazio: il derby continua sui social - Inzaghi festeggia e scarta il regalo più bello

di Angelica Cardoni

A volte non basta vincere. O meglio, non basta vincere una sola partita. Il 2-0 subito nella semifinale di andata di Coppa Italia è stato un errore micidiale che la Roma non può perdonarsi. Uno scivolone che avrà fatto passare la notte in bianco a Luciano Spalletti. Un momento di debolezza che, sommato agli altri, fa saltare la bilancia. Il derby di Roma è giallorosso, ma quel 3-2 dell’Olimpico non è la chiave giusta per aprire la porta della finale. Una finale al 50% biancoceleste, regalata da Milinković-Savić e da Immobile a Lotito e a tutti tifosi laziali. E a Simone Inzaghi che oggi ha tanti motivi per alzare in alto il calice: l’obiettivo centrato, 41 candeline da spegnere e un anno sulla panchina della Lazio, onorato alla grande. Probabilmente non avrebbe mai immaginato di assaggiare una torta dal sapore così dolce. “E’ il compleanno più bello della mia vita” - ha commentato dopo il match contro i cugini.

Inzaghi day - Una finale meritata. Anzi strameritata, come ha dichiarato Simone Inzaghi. “A inizio stagione nessuno avrebbe scommesso che saremmo arrivati a questo punto. Dobbiamo proseguire così e con lo stesso spirito”. Gioia, emozione e soddisfazione. E’ un mix esplosivo quello che traspare dagli occhi e dalla voce del tecnico capitolino. Quarto in campionato, con uno scontro diretto in casa nel prossimo turno (il big match contro il Napoli) e con la finale di Coppa in tasca, dopo aver eliminato Inter e Roma. Una rivelazione, una bella sorpresa di questa stagione. Sì, perché al momento di tirare le somme, la Lazio ha dimostrato di essere una squadra vera. La consacrazione auspicata, in parte, è arrivata. E non solo quella di Simone Inzaghi, che ha affrontato ogni scontro con intelligenza, studio e capacità. Anche quella della rosa e dei suoi singoli. Tra tutti Immobile, impeccabile, e Milinković-Savić. Gli stessi marcatori della semifinale di andata. Il centrocampista serbo, poi, ha sfoggiato tutta la sua completezza. E quel talento che lo ha portato nel cuore della Roma biancoceleste.

Spalletti, solo ombre - Black out a Trigoria. Dopo il verdetto dell’Olimpico, il rischio che Luciano Spalletti scelga un’altra piazza è più concreto. Inutile negarlo. Lui è un uomo di parola e quel “Se non vinco me ne vado” è qualcosa di più di un semplice stimolo per i giocatori. Al club di James Pallotta non resta che concentrarsi sul campionato. Ma anche lì, c’è una bella gatta da pelare. La Juventus è a sei punti, con otto partite da giocare. La Roma non dovrebbe sbagliare neanche una mossa, sperando che la Vecchia Signora inciampi su qualche gradino. Un sogno complicato e, a tratti, utopistico.

Derby social - Roma-Lazio è una di quelle partite che non si esaurisce mai all’interno del rettangolo verde. Riscalda le curve, tornate all’Olimpico nel loro abito migliore. Fa impazzire il web, con sfottò e post ironici. Una delle prime frecciatine è arrivata da Clemente Mimun, direttore del Tg5 e tifoso laziale che, sul suo profilo Twitter, ha pubblicato una foto ritoccata per ironizzare sulla disperazione dei rivali giallorossi. Un muro del pianto rivisitato in versione romanista. Poi, si sorride sul triplete della Roma: fuori dalla Champions, fuori dall’Europa League e fuori dalla Coppa Italia. Spalletti, l’altro bersaglio. “Se non vinco niente me ne vado. Spalletti può partire già da stasera” - scrivono i tifosi laziali. Scatenati e con i pensieri rivolti verso Napoli-Juventus, in programma stasera.

 

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