Sogno o son desto...fra Dries e Diego, qualcuno si chiede se ha visto Maradona...

Dries Mertens, un gol fra brividi, nostalgia e bocca aperta

di Enrico Vitolo

Nome “bomber”, cognome “di razza”. Normalmente si usano queste tre parole per descrivere un grande numero nove. In questo caso, però, non è né grande e né un vero nove. Ma non è assolutamente un problema. Neppure un po'. Sarà anche 1,69 centimetri e solo fino a pochi mesi giocava esclusivamente da esterno, ma Dries Mertens ha avuto la capacità di sorprendere tutti. Diciamoci la verità, anche colui che l’ha fatto diventare a sorpresa un vero bomber di razza. Spietato. Unico nel suo genere. Che sta facendo impazzire Napoli, ma soprattutto le difese avversarie. L’ultima? Semplice, la Lazio di Inzaghi. Messa al tappeto con un pallonetto geniale che per un attimo ha fatto venire i brividi, non tanto per la giocata in se e per se ma per i ricordi passati. Poi, però, si è ritornati subito al presente. E che presente. In parole povere unico per il folletto ormai più napoletano che belga. Un vero scugnizzo partenopeo che intanto si gode quei numeri che lo stanno consacrando. In grande stile.

Proprio come se nella sua carriera avesse svolto sempre il ruolo di finalizzatore. Insieme a Perisic dell’Inter, il falso nueve del Napoli è l’unico attaccante ad aver segnato almeno 10 gol e fornito almeno 10 assist nei cinque campionati top europei. Impressionante. Ma forse non una sorpresa. Non più. Neanche dopo i dubbi degli scorsi mesi quando qualcuno non era convintissimo che Mertens potesse ripetersi anche in questa stagione. Sbagliato. Rieccoci qui a parlare delle solite magie. Già, perché i suoi gol non sono mai banali. Uno più bello dell’altro. Sono addirittura 23 quelli totali in 24 partite disputate nel 2017, con 106 tiri, 43 occasioni create e 47 dribbling riusciti. Ma attenzione, alla fine dell’anno mancano ancora tre mesi. Preparatevi a stropicciarvi nuovamente gli occhi, i bomber non smettono mai di stupire.