Napoli-Inter, la terza rivalità azzurra dopo Juventus e Milan

Napoli-Inter: la terza gara più sentita al San Paolo, dopo Juventus e Milan

di Emanuele Landi

Il Nord contro il Sud e il Sud contro il Nord: quante volte abbiamo sentito questo tema in ambito calcistico, a proposito delle potenze del settentrione (Milan, Inter e Juve) che negli anni hanno spadroneggiato in Italia e in Europa, mentre le squadre meridionali si sono dovute accontentare di pochi anni di gloria? Il Sud, poi, si è spesso identificato con la squadra del Napoli, definita dal grande Mimmo Carratelli come “la squadra di tutti”, visto che Roma, Lazio e Firenze sono del centro Italia, e quindi anche i non tifosi azzurri, neutrali del Sud, hanno sperato nelle vittorie dei partenopei quasi come una rivalsa sociale nei confronti di un Nord dominante. Non essendoci un’altra squadra a Napoli, ed escludendo l’odio esclusivamente territoriale con Verona, Atalanta e Sampdoria, chi tra le tre “grandi” suscita nei tifosi azzurri maggiore ostilità, vivendo la sfida quasi come un derby?

Negli ultimi anni la rivalità più accesa si è sentita nei confronti della Juve, sia per l’odio culturale, siaperché le squadre si sono contese lo scudetto e per Higuain. Il “pipita”, ora a Napoli diventato “Core Ingrato”, non ha fatto altro che aumentare l’astio nei confronti della Juve. Il pensiero comune dei tifosi azzurri nei confronti dell’ex bomber è: “poteva anche andare via, per provare a vincere da altre parti, ma non alla Juve”. L’affronto non è stato ancora digerito e come se non bastasse l’argentino ha segnato il goal vittoria nella gara d’andata di questo campionato allo Stadium; chissà che accoglienza gli verrà riservata al ritorno al San Paolo. La rivalità tra bianconeri e azzurri è però esistita fin dagli anni ’50, visti i tanti i tradimenti di azzurri trasferitosi in Piemonte: a partire da Dino Zoff e Josè Altafini (il primo “Core Ingrato), che nel 72’ lasciarono il Napoli per andare alla Juve, fino ad arrivare a Ciro Ferrara e Paolo Cannavaro, prima del recentissimo caso di Higuain. La rivalità per motivi strettamente calcistici si è rafforzata negli anni ‘80quando le due compagini erano rappresentate da due dei campioni più forti di tutti i tempi: Platini e Maradona. Ci si augura che l’odio reciproco diventi solo per motivi di campo: e allora che ben venga che gli juventini cantino “O surdato ‘nnamurato” dopo una vittoria sui rivali partenopei, ma che la smettano di insultare solo per la provenienza geografica ed urlare “Vesuvio, lavali col fuoco”. E questo vale per tutto il settentrione.

Al secondo posto del podio composto dalle big rivali del Napoli c’è sicuramente il Milan: i rossoneri, infatti, non sono odiati a morte come gli juventini, anzi per alcuni napoletani la squadra guidata da Sacchi e Capello tra l’86 e il 94’ e poi da Ancelotti nel quinquennio 2002-2007 ha raccolto notevoli consensi visto il gioco espresso e per i successi in campo europeo ed internazionale. C’è da dire, però, che alla fine degli anni ’80 erano il Napoli e il Milan a giocarsi il titolo, fatta eccezione per il trionfo nel 1989 dell’Inter di Trapattoni, e in quegli anni, la rivalità era molto accesa, ma solo dal punto di vista sportivo, visto che erano due grandi squadre a contendersi lo scudetto: gli azzurri con la “Ma-Gi-Ca” (Maradona, Giordano e Careca) contro il Milan degli olandesi (Van Basten, Gullit e Rijkaard). Il Ciuccio e il Diavolo hanno sempre garantito gare piene di gol e spettacolo sia in quegli anni, fino ad arrivare ai giorni nostri dove fino allo scorso anno quando i napoletani erano di una spanna sopra il Milan, mentre quest’anno, nonostante la sconfitta rimediata 4-2 al San Paolo, c’è stato il momentaneo sorpasso in classifica dei rossoneri.

La rivalità, quindi, tra milanisti e napoletani è sana e piena di rispetto reciproco, come anche quella che vede coinvolti i partenopei con i nerazzurri dell’Inter. Anche qui tutto nasce sul finire degli anni ’80, quando il Napoli di Maradona si confrontava, oltre che col Milan, anche con l’Inter di Lothar Matthaus. Domani sera al San Paolo la sfida Napoli-Inter varrà molto per l’alta classifica ma sarà una sfida come le altre, visto che i nerazzurri, tra le tre big, sono i meno odiati. L’episodio capitato lo scorso anno, infatti, in Coppa Italia tra Sarri e Mancini non ha nulla a che fare con un astio pregresso tra le due tifoserie. Anzi, l’odio per i nerazzurri è stato superato da quello per la Roma, un gemellaggio negli anni ’80 diventato rivalità dopo la morte di Ciro Esposito nel 2014.