Gabbiadini conferma, Sarri difficile sul piano tattico e indigesto sul piano umano

Sarri: affascinante quanto complesso sul piano tattico e sul mercato ADL deve tener conto del "fattore" Maurizio - Intanto Gabbiadini non saluta il tecnico, un segnale di carattere umano

di Emanuele Landi

Arrivare a Napoli con ADL è facile, giocare con Sarri è difficile. Aurelio De Laurentiis da quando è diventato presidente del Napoli ha sempre cercato di migliorare la squadra anno dopo anno: dalla Serie C alla Champions League fino a sfiorare lo scudetto sono passati dieci anni, con la squadra che adesso è una delle migliori a livello italiano ed europeo sotto il punto di vista del gioco. I tifosi, spesso vedendo solo i risultati, non sono soddisfatti dell’operato della dirigenza azzurra accusata di non aver rinforzato adeguatamente l’organico, per sovvertire i nemici della Juventus e per poter sperare di vincere il campionato. In verità ai nastri di partenza della stagione 2016/17 ADL ha allestito un buon organico spendendo 111,5 milioni in entrata, potendo contare sui 94 della clausola di Higuain: Maksimovic (25), Rog (14,5), Diawara (14,5), Tonelli (10), Milik (32), Zielinski (14), Giaccherini (1,5). A questi giocatori si aggiunge Pavoletti, giunto nella sessione invernale del calciomercato per 18 milioni, sostituendo Gabbiadini (che ha voluto salutare tutti senza nominare Sarri nel suo post su Instagram.....) venduto al Southampton per 20. Il bilancio è sostanzialmente di poco in passivo, e il numero di alternative è aumentato, nonostante il vuoto dell'assenza del Pipita. Detto ciò arrivare a Napoli è una cosa, mentre scendere in campo è un'altra. Sarri non guarda il prezzo del cartellino quando deve schierare la formazione, specie se i nuovi non conoscono a menadito i movimenti da eseguire.

Lo sanno bene Rog, Giaccherini e Maksimovic, i quali vengono impiegati col contagocce, soprattutto in caso di infortuni o squalifiche e quasi mai per una logica di turnover. Tonelli, pur essendo un pupillo di Sarri che lo ha allenato ad Empoli, dopo un piccolo infortunio estivo, è uscito dai radar dell'allenatore anche quando i centrali non erano al top, riuscendo a giocare solo con la partenza di Koulibaly per la coppa d'Africa segnando anche due gol decisivi. Ma ora col ritorno della coppia Albiol-Koulibaly e con Chiriches, Tonelli tornerà a vedere il campo. Lo stesso discorso vale per Maksimovic: il serbo voluto a tutti i costi in estate, non ha convinto nelle poche apparizioni ed a meno di miracoli giocherà molto poco da qui a giugno. Callejon è insostituibile e per questo Sarri non schiera quasi mai Giaccherini, che in realtà potrebbe adattarsi a centrocampo, Conte docet, così come Rog che non per forza debba sostituire Hamsik, ma anche uno dei due esterni offensivi. Chi invece ha avuto poche difficoltà ad entrare nelle logiche di possibili titolari sono stati Zielinski e Milik: i due polacchi, infatti, fin da subito hanno avuto la possibilità di giocare alternandosi con Allan e Gabbiadini. Il primo, avendo già conosciuto ad Empoli i movimenti richiesti da Sarri, ha potuto mostrare fin da subito le sue capacità, riuscendo a partire spesso dal primo minuto, così come Milik, che fino al suo infortunio aveva dimostrato di poter sostituire, anche se con caratteristiche diverse, il ricordo di Higuain. Diawara, invece, è stato preso in considerazione dopo 2 mesi, viste le deludenti prestazioni di Jorginho, ed ora i due si alternano nel ruolo di playmaker.

Per capire, quindi, gli schemi di Sarri ed entrare nelle possibili rotazioni di formazione occorrono almeno due-tre mesi. Ora lo sa anche Pavoletti, che in questo mese non ha ancora convinto l'allenatore, sia per il recente infortunio sia per l'esplosione di Mertens falso nueve. L'ex Genoa dovrà sgomitare per trovare un posto da titolare e non è detto che ci riesca visto lo stato di froma del belga e l'imminente ritorno di Milik. Pavoletti prenderà il posto di Gabbiadini in panchina o riuscirà a convincere Sarri? Per la seconda ipotesi, la storia insegna che ci vorrà del tempo prima che il giocatore diventi importante per questa squadra, ma se così fosse, tra due-tre mesi, la stagione sarebbe già finita.