E' l'attacco la perla del Napoli 2016-2017

Napoli, una super stagione ma non è bastata

di Emanuele Landi

Record di punti in Serie A per la squadra partenopea (86), record di vittorie in trasferta (13), un gran bel gioco eppure non è bastato al Napoli. La squadra azzurra, infatti, dovrà passare per le forche caudine dei preliminari di Champions se non vuole vanificare quanto di buono fatto nell’annata 2016-17. Essere arrivati ad un punto dalla seconda ed a sole 5 lunghezze dalla Juventus capolista può aumentare grossi rimpianti per una squadra che sa, però, di aver dato il massimo. Da dicembre in poi, in effetti, la squadra è riuscita ad esprimere un grande calcio sfruttando al massimo Mertens come finto centravanti. Sono serviti due mesi alla squadra di Sarri per metabolizzare l’infortunio di Milik, arrivato ad inizio ottobre, e riuscire a girare alla perfezione. L’allenatore, vista la poca efficacia di Gabbiadini, decise di affidarsi al belga come “falso nueve” affiancato da Callejon a destra e Insigne a sinistra. Una volta che i tre piccoletti hanno trovato i giusti meccanismi, ispirati anche da un grande Hamsik sono riusciti ad esprimere forse il calcio più bello del campionato arrivando tutti e quattro in doppia cifra. Il rammarico del Napoli riguarda i punti che ha gettato con le piccole, vedi pareggi con Pescara e Palermo, all’andata e al ritorno due punti soltanto col Sassuolo, e le due sconfitte con la rivelazione Atalanta.

Il Napoli ha totalizzato 94 reti, risultando come il migliore attacco della Serie A, ma qualche problema l’ha avuto in difesa visti i 39 gol incassati. Sarri ha dovuto ruotare tutti e 5 i difensori centrali avendo risultati alterni, visti i problemi riscontrati da Albiol e la partenza di Koulibaly a gennaio per la Coppa d’Africa. Se ci fosse stata con più continuità la coppia Albiol-Koulibaly forse i risultati sarebbero stati migliori. Certo gli azzurri non potevano centrare uno score migliore nelle ultime 5 gare di campionato visti i 5 successi ottenuti, ma la squadra non è riuscita a sorpassare la Roma per centrare l’accesso diretto ai gironi di Champions League.

L’attacco è stato strepitoso: 28 goal da parte di Mertens ad un passo dalla classifica cannonieri, 18 le reti di Insigne che sugellano la sua migliore stagione a livello realizzativo e 14 le segnature di Callejon che si conferma ai suoi livelli. Milik aveva cominciato col botto, salvo poi stare fermo 4 mesi, e nel finale di stagione si è dovuto accontentare di un ruolo da comprimario visto il trio dei piccoletti. Decisiva la rete col Sassuolo, per il polacco che vorrà riscattarsi nella prossima stagione. Il reparto offensivo, insomma, ha retto bene l’urto della partenza di Higuain dopo qualche iniziale difficoltà.

Il centrocampo è stato ancor più decisivo rispetto alla passata stagione: non vanno segnalati solo i 5 goal del neo acquisto Zielinski e i 12 goal di Hamsik, arrivato a quota 113 con la maglia azzurra, a due lunghezze da Maradona come miglior realizzatore di tutti i tempi nel Napoli, ma le grandi prestazioni dei “vecchi” Jorginho e Allan ma anche dei “nuovi” Zielinski, appunto, Diawara e Rog. Nonostante Sarri non sia un amante del turn-over è riuscito a far ruotare tutti i suoi centrocampisti, dando fiducia subito al suo pupillo polacco, verso novembre anche all’ex Bologna e in primavera inserendo in pianta stabile il croato ex Dinamo Zagabria.

Detto dei centrali di difesa, il Napoli necessiterebbe anche di un’alternativa pesante sulle fasce visto che Maggio e Strinic non hanno offerto le stesse prestazioni di Hysaj e Ghoulam. L’albanese è stato spesso costretto agli straordinari sulla fascia destra, mentre a sinistra Strinic si è alternato con Ghoulam quando l’algerino è dovuto partire e rientrare dalla Coppa d’Africa. Infine tra i pali Reina tra alti e bassi è stata una sicurezza, viste le 37 presenze in campionato, saltando solo la gara fondamentale di ritorno con la Juve, dove il sostituto Rafael non è sembrato all’altezza. Servirebbe un portiere dal presente luminoso e con un grande futuro davanti per puntare allo scudetto.

Sarri è stato molto bravo in questa stagione e non era facile dopo la partenza di Higuain. La squadra si è mantenuta su livelli altissimi ed ha quasi sfiorato l’impresa in tutte e tre le competizioni (terzo posto in campionato, ed uscita alle semifinali di Coppa Italia ed agli ottavi di UCL col Real Madrid). Qualche errore l’ha commesso anche il tecnico ex Empoli, come qualche nervosismo di troppo con la stampa o con ADL, la pessima gestione del caso Gabbiadini o l’inserimento tardivo di Rog negli schemi della squadra, ma l’allenatore è stato giustamente osannato dai tifosi e difeso dagli stessi in qualche scontro col presidente. E’ lui da cui bisogna ripartire anche nella prossima stagione per puntare ancora più in alto.