De Laurentiis, ancora De Laurentiis, chi altri oltre De Laurentiis.....

I tifosi contro ADL: meglio un presidente così o serve altro?

di Emanuele Landi

Chi pensava che la sfuriata di De Laurentiis, nell’immediato post partita di Real Madrid-Napoli, fosse un colpo di testa del presidente nei confronti di Sarri si sbagliava. La situazione era degenerata un paio di settimane prima, anche se a fari spenti. Secondo La Gazzetta dello Sport, in edicola questa mattina, infatti, dopo l'1-1 del San Paolo contro il Palermo, De Laurentiis ha insultato e urlato contro il tecnico toscano, colpevole - a suo dire - di aver sbagliato la formazione. Gli animi si sono scaldati, tanto che Sarri è arrivato a minacciare le dimissioni, dicendo: "Me ne vado". Insieme a lui, pronto a dare l'addio anche il direttore sportivo Cristiano Giuntoli. Questa, quindi, la miccia che ha ulteriormente allentato un rapporto mai così solido, che poi è definitivamente esploso dopo le bordate rilasciate da De Laurentiis a Sarri dopo il ko per 3-1 del suo Napoli al Bernabeu contro il Real Madrid. "Non condivido alcune scelte fatte - aveva dichiarato ADL a Premium Sport- ma le tengo per me. Non dico che avrebbe dovuto giocare Milik al posto di Mertens. Il problema è che si dovevano trovare delle alternative prima della Champions. A me non interessa vincere sempre in campionato perché poi in Serie A puoi recuperare, però la sperimentazione di tutti e 26 i giocatori mi permette di capire gli acquisti, i moduli e tutto il resto. Se no arriviamo alla fine del campionato con qualcuno che non ha mai giocato: si cerca sempre di difendere le loro posizioni, mentre va difesa solo la posizione della società. È fondamentale capire- ha concluso ADL-se posso contare sul quel giocatore o no, invece così alcuni giocatori non giocano mai e io non potrò capire se ho sbagliato o meno a investire quelle cifre". Il riferimento all'esclusione di Pavoletti, finito in tribuna al Bernabeu, appare chiaro ed evidente.

Certe esternazioni possono essere condivisibili o meno, ma di certo non vanno espresse dopo una gara del genere persa, comunque, al cospetto dei campioni d’Europa del Real Madrid al Santiago Bernabeu.Intanto durante Chievo-Napoli, i tifosi ospiti hanno mostrato questo striscione: “De Laurentiis buffone”. I tifosi si schierano con Sarri e con la squadra che in questa stagione è riuscita ad esprimere un grande calcio e a sopperire ad un’assenza pesantissima come quella di Milik, grazie all’esplosione di un grande Mertens. Non è la prima volta che i supporter partenopei attacchino il proprio numero uno, viste i tanti striscioni apparsi negli anni, in cui si è manifestata una certa insoddisfazione nei confronti di un presidente, spesso definito “pappone”, colpevole di fare soltanto i propri interessi, di sfruttare il Napoli come fonte di arricchimento, senza pensare alla piazza che desidera ardentemente tornare a sollevare uno scudetto. De Laurentiis avrà anche allargato il proprio patrimonio, ma da quando è presidente, la Società Sportiva Calcio Napoli cosa ha fatto? Il Napoli, dichiarato fallito, è risalito dalla Serie C, fino ad arrivare in Champions. Il 6 settembre 2004 Aurelio De Laurentiis è diventato presidente del "Napoli Soccer", che è subentrato alla SSC Napoli dopo il fallimento di quest'ultima e la conseguente retrocessione in Serie C1. Da 7 anni è l’unica squadra italiana che partecipa continuamente alle competizioni europee. I tifosi, oltre a bacchettare De Laurentiis, accusano la società di essere assente, visto che oltre al presidente e al DS Giuntoli, giunto dal Carpi soltanto nel 2015, gli altri membri dello staff amministrativo sono dei “fantasmi”: Jacqueline Marie Baudit – Vicepresidente; Edoardo De Laurentiis – Vicepresidente; Andrea Chiavelli - Consigliere delegato e Giovanni Paolo De Matteis - Team manager e chi l’ha mai visti?

Ma se il problema fosse il presidente, chi dovrebbe arrivare al suo posto? Eppure quest anno ADL i soldi li ha spesi, anche se si tratta di quasi il ricavato della vendita di Higuain. Lo si può accusare di averli spesi male, ma non di esserseli intascati.Meglio un profilo alla Ferlaino, con il quale il Napoli si è tolto la soddisfazione di vincere gli unici suoi due scudetti, o come Salvatore Naldi, l’uomo che ha guidato la società dal 2002 al 2004 portandola al fallimento, oppure rassegnarsi ed accettare De Laurentiis che con i suoi pregi e i suoi difetti ha tenuto il comando per 13 anni riportando il Napoli dai campi di Serie C al Santiago Bernabeu?D’altronde chi lascia la via vecchia per la nuova sa quel che lascia e non sa quel che trova.