Sarri al Milan sarebbe durato eccome...

Sarri al Milan avrebbe fatto tanto e bene

di Franco Ordine

È operazione semplice smantellare la convinzione di Maurizio Sarri circa il suo mancato arrivo al Milan. “Con Berlusconi sarei durato poco” l’espressione del tecnico napoletano finita nei sommari e nei titoli della Gazzetta per attirare l’attenzione del lettore. La dichiarazione, completa, ha tutt’altro senso perché il tecnico riconosce che “questo è il comune sentire” mentre la storia autentica del calcio italiano racconta un altro Berlusconi. E infatti basterebbe esporre due argomentazioni elementari per convincere il nostro che al Milan sarebbe durato eccome e con risultati brillanti. Primo alleato di Sarri sarebbero stati il suo mentore ufficiale, Adriano Galliani, e il suo più convinto estimatore, Arrigo Sacchi. Uno gli avrebbe coperto le spalle in società, spiegandogli anche il modo giusto per andare d’accordo con Berlusconi, l’altro lo avrebbe pubblicamente sorretto trovando ascolto presso il popolo rossonero.

Seconda osservazione, questa di natura storica: se il Milan di Berlusconi ha vinto tanto, oltre agli investimenti cospicui e alla scelta oculata di fuoriclasse, il merito è stato indubbiamente della continuità tecnica garantita nei 31 anni di conduzione. Basti pensare ai tre allenatori che hanno retto le sorti di Milanello per molti anni: i 4 anni di Sacchi, poi i 5 di Capello, quindi gli 8 di Ancelotti, i 4 di Allegri che è stato sbalzato fuori dalla panchina dopo l’episodio che ha deciso i destini del calcio italiano nell’ultimo decennio (il mancato trasferimento di Pato a Parigi e il mancato arrivo di Tevez al Milan). Sarri dunque sarebbe durato, avrebbe regalato al Milan un nuovo smalto e offerto al campionato uno spettacolo per palati raffinati.