Sabatini fra Suning e Inter, Mirabelli e la grande occasione Milan, è derby

Sabatini bravo ma sbaglia come tutti, Mirabelli in una nuova trincea con tanta grinta: è derby

di Valentino Cesarini

Sabatini VS Mirabelli. Il mercato di Milan e Inter vive soprattutto sulla capacità dei due di costruire le squadre che dovranno cercare di rientrare nella massima competizione europea. Quella Champions League che manca tantissimo alle due milanesi. Walter Sabatini, classe 1955, proviene dalla Roma dove arrivò il 9 giugno 2011. Con lui i giallorossi acquistarono Benatia, Pjanic, Lamela, Manolas, Nainggolan e Marquinhos e seppero poi rivenderli, tranne Manolas e Nainggolan, a cifre molto vantaggiose per la società. A Roma è stato criticato per non aver messo a segno alcun acquisto di grido, ma soprattutto è colpevole, secondo la tifoseria, di aver venduto i pezzi pregiati nel momento in cui la Roma poteva competere con la Juventus. Sabatini è un ottimo scopritore di talenti. Quando era al Palermo, comprò Ilicic, Pastore e Hernandez, mentre con la Lazio riuscì a portare a Formello giocatori come Kolarov, Muslera e Lichtsteiner. Quando è arrivato nel gruppo di Suning con il ruolo di coordinatore tecnico del Suning Sports Group dichiarò che l’Inter doveva tornare subito a vincere.

Massimiliano Mirabelli è nato nel 1969 e la sua carriera di dirigente iniziò in Calabria, con il Rende, prima di passare al Cosenza. Dopo una breve avventura a Terni e all’Inter, nel 2013 si trasferisce al Sunderland in Inghilterra, dove resta un anno prima di tornare all’Inter con il ruolo di capo degli osservatori, dove resta fino al settembre 2016, quando lascia l’incarico e si affida a Fassone per far tornare il Milan a splendere sia in Italia che in Europa. Mirabelli è diventato “famoso” negli ultimi tempi: nel giro di un mese il Milan ha chiuso praticamente cinque colpi (Kessié, Musacchio, Borini, Rodriguez e André Silva) ed è salito alle cronache per il rapporto non idilliaco con Raiola per quanto riguarda la vicenda Donnarumma. Mirabelli e Sabatini hanno due caratteri opposti, ma sanno entrambi svolgere il loro lavoro nel miglior modo possibile. Sono due grandi dirigenti: il secondo è ormai una certezza del calcio italiano e internazionale, il primo deve fare ancora esperienza ma ha tutte le carte in regola di diventare anche lui un grandissimo dirigente. Milan e Inter sono in ottime mani e siamo sicuri che i due dirigenti faranno di tutto per far tornare le due milanesi ai vertici del calcio.