Roma superiore, per l'Inter una sconfitta che deve essere utile

L'Inter ha sempre il proprio destino nelle sue mani, ma la superiorità della Roma deve far riflettere

di Bettino Calcaterra

Una grande Roma vince a Milano e spegne, almeno per il momento, le speranze di qualificazione diretta in Champions per i nerazzurri. L’Inter dalla partita di ieri ne esce sconfitta sotto diversi punti di vista; tattico, atletico e soprattutto tecnico. Sta vivendo un altro tipo di ciclo la formazione capitolina. La Roma è una squadra, l’Inter è ancora un cantiere aperto. Mancano due terzini che sappiano fare sia la fase difensiva che offensiva, manca un centrale invalicabile e forse manca un po’ di concretezza a centrocampo. Dalla partita di ieri, negli scontri diretti fra titolari di ruolo, i nerazzurri sono usciti quasi tutti sconfitti dall’’1vs1 contro i giallorossi. Lo stesso Gagliardini nello scontro contro il protagonista della partita Nainggolan ne esce non ridimensionato ma con alcuni motivi di riflessione: ha patito il belga, ha forse subito un fallo sul gol del 2-0, ma ha accettato il confronto con coraggio con l'uomo più in forma della Roma, anche se deve acquisire maggiore malizia. Due volte il belga ha avuto la meglio sul giovane nerazzurro e due sono state le perle del Ninja. Non è il caso di discutere il valore dell’ex atalantino che in prospettiva rimane uno dei giovani più interessanti del calcio italiano ma, ad oggi, il confronto fra i due è quello che si è visto sul campo a San Siro.

L’Inter la partita l’ha persa a centrocampo. La Roma pur giocando in 3 contro 4 aggredisce e domina. De Rossi, Strootman e Nainggolan hanno praticamente avuto sempre la meglio su Gagliardini, Kondogbia, Joao Mario e Brozovic. Altro spessore, altra qualità. Disintegrati. Gli ultimi due non hanno aiutato in fase di contenimento e i primi sono finiti nel tritacarne Non solo a centrocampo la Roma è stata superiore. Anche in avanti con Dzeko che ha aiutato molto la squadra a salire e a farla respirare la gara è stata impari. Vero Icardi ha fatto goal ma Dzeco ha giocato molto di sponda andando ad allargare il gioco molte volte e dando la possibilità alla squadra di sviluppare il gioco sulle fasce. Icardi, si sa, è un goleador ed è un giocatore piuttosto statico che ieri non ha nemmeno mai dettato il passaggio in profondità e questo modo ha poi influito su tutto il gioco offensivo nerazzurro. Poco male. Che la Roma fosse di un altro spessore lo si sapeva. Meglio capirlo subito. Meglio capire che se si vuole recuperare il gap con le prime bisogna fare un lavoro certosino durante la sessione di calciomercato. Lavorare tanto, cercare i tasselli giusti e rafforzare definitivamente la squadra.

Ieri in tribuna era presente tutto in top management nerazzurro. Tutti hanno capito che la squadra non è ancora al livello di chi ci precede. Se qualcuno credeva che con un innesto il tutto sarebbe stato risolto da ieri sera ha la consapevolezza che così non sarà. Dispiace dirlo ma questa semi ricostruzione dovrà partire anche dall’allenatore. Ottima persona il mister ma forse serve un motivatore che sproni i giocatori e li faccia scendere in campo con il coltello fra i denti. Queste partite si vincono giocando al 120% non trotterellando in campo. Mancano dodici giornate. Dodici partite da affrontare come se fossero dodici finali. L’Inter affronterà fra le altre Napoli, Atalanta, Milan in casa e Lazio e Fiorentina fuori. Il punto di arrivo è imprevedibile; si potrà andare dal terzo posto che vorrebbe dire play off di Champions, all’Europa League a fuori anche dalle coppe europee. Tutto è possibile. Tutto dipende dall’Inter. Tutto.