Pechino, Milan China gradita, Suning Inter un po' meno

Milan China e Inter Suning: meglio riavvolgere il nastro

di Franco Ordine

Ve le ricordate le cronache gossip provenienti dalla tribuna d’onore di San Siro al culmine del primo derby cinese di Milano? Lo stato maggiore di Suning che non saluta quegli straccioni del Milan perché non conosciuti e sgraditi al governo di Pechino? E ricordate per caso i distinguo nient’affatto pelosi a proposito delle due proprietà calcistiche? Mino Raiola fu il più puntiglioso come al solito forse avendo già il grilletto premuto nell’affare Donnarumma: “I cinesi dell’Inter hanno una proprietà solida, quelli del Milan finora hanno fatto solo figure di m…”.

Bene, riavvolto il nastro, torniamo ai giorni nostri e a quel che rimbalza dalla Cina vicinissima in queste ore in cui i due club sono appunto nella patria adottiva per svolgere propaganda. Bene: la tv di stato, con una sorta di reportage, fa sapere che non risulta particolarmente gradita l’operazione calcistica di Suning poiché non è in linea con il proprio business. E tutto ciò mentre Spalletti visita a Nanchino l’azienda e se ne esce con l’espressione “la maestosità della proprietà interista”. La ricaduta sui giornali italiani dell’intervento della tv di Pechino è inquietante e qualche titolo strilla allarme per il futuro oltre che per il mercato attuale. Al Milan “degli straccioni sconosciuti” solo qualche distratto riferimento. Vuoi vedere che la politica intrapresa della società milan China e il recente accordo governativo sottoscritto per portare il calcio nelle scuole ha fatto effetto sul premier? Ah saperlo…