No Icardi no Argentina, se non è una scelta tecnica allora cos'è...

L'Argentina si spezza ma non si piega: in attacco c'è il nulla, ma Icardi è a casa....

di Mattia Marinelli

L'Argentina è un pesciaccio che sfugge alla presa. C'è tutta una generazione di centravanti della Seleccion Albiceleste che hanno fatto benissimo nelle squadre di Club, da Batisuta allo stesso Higuain, ma non sono riusciti ad esprimersi in tutta la loro potenza in Nazionale. Oppure atleti come Mario Kempes, molto più decisivi in Nazionale che nel calcio di Club. Probabilmente nemmeno Mauro Icardi è la ricetta giusta, decisiva ed immediata per risolvere il problema di una Nazionale di così grandi ambizioni che perde nella maniera molle e impotente che tutti abbiamo visto, come è accaduto sul campo della Bolivia. Ma nel momento in cui i gol stanno a zero e giocano dal primo minuto Pratto e Correa, il problema non può più essere eluso. E nemmeno affrontato con domande e risposte di comodo. L'Argentina ha il calendario dalla sua e ai Mondiali ci andrà, ma senza Messi, un altro campionissimo che in Nazionale non è mai quello del Barcellona, l'anonimato è sempre più vicino. Vero che in Bolivia c'è stat anche la complicanza delle non perfette condizioni fisiche di Paulo Dybala, ma a tutti gli appassionati di calcio e a tutti gli interisti prima o poi andrà raccontata la verità. Mauro Icardi fuori dalla Nazionale non è e non può essere una scelta tecnica. Bene, allora cos'è? Il calcio non è l'ambiente adatto per le domande dirette e per le risposte ultimative. Bene, allora andiamo per gradi. Maurito ha infranto un Codice d'onore, esattamente come i mitici Dawson e Downey nel celeberrimo film del 1992 di Tom Cruise e Jack Nicholson. Primordiale, cameratesco, vagamente sessista: tutto quello che volete, ma è un Codice che in Argentina esiste al chiuso degli spogliatoi. Accettiamo anche questo. Ma Icardi ha scontato la punizione, è un centravanti alto, forte, prolifico e la Nazionale ha esattamente bisogno di questo. Non fa gruppo? Ma il gruppo della Seleccion non è mai stato formato da stinchi di santo all'ennesima potenza. Quindi? C'è dell'altro? C'è chi ipotizza una sorta di giuramento. Una sorta di garanzia data da Leo Messi e da altri che sono stati compagni di squadra di Maxi Lopez, al loro amico. Una sorta di "tranquillo, finchè ci siamo noi, quello qui non ci mette piede". E', sarebbe, l'ultimo mattone del muro, l'extrema ratio. L'ultima spiegazione, oltre la quale ci sono solo congetture assurde, surreali. Ma se così fosse, invece di farsi squalificare e di minacciare ritiri dalla Nazionale che durano lo spazio di un mattino, adesso tocca a loro. Non tocca più a Bauza. Tocca a Messi e compagni: metterci la faccia e spiegare, a maggior ragione dopo la sconfitta boliviana, perchè Icardi non può indossare la maglia dell'Argentina. Jack Nicholson alla fine il suo Codice d'Onore lo ha spiegato. Adesso tocca a te, Generale Leo.