Nel Milan fra Pescara e Palermo è cambiato proprio lui...

C'è qualcosa di magico nel Milan e Suso ne sa qualcosa...

di Enrico Vitolo

Di professione non fa il mago, ma con quei piedi (perché il destro non sembra essere più un problema) fa semplicemente quello che vuole. Fa scomparire il pallone come se fosse davvero David Copperfield, ed invece si chiama Jesús Joaquín Fernández Sáez de la Torre ma per tutti è Suso e nella vita fa un po' l’attaccante e un po' il trequartista. Dopo una lunga assenza nel week-end scorso è finalmente ritornato in campo, di nuovo con quel numero otto sulle spalle. Ma tranquilli non è stata una magia, del resto bisognava solo pazientare un po' dopo l’infortunio rimediato al 35’ del primo tempo di Milan-Chievo dello scorso 4 marzo. Un mese esatto è trascorso da allora, che è sembrato interminabile per Montella ed il popolo rossonero. Quasi fosse durato anche di più. Un’attesa davvero lunga. Snervante, specie se all’improvviso ti tocca fare i conti anche con lo scialbo pari di Pescara. Messo, però, in un attimo in secondo piano dalla vittoria con il Palermo. E’ bastata una punizione con quel mancino fatato per permettere a Suso di capovolgere gli umori e riprendersi in un colpo solo San Siro ed il Milan. Ma allo spettacolo lo spagnolo ha aggiunto anche tanto altro, un repertorio più unico che raro nel suo genere: un assist per Pasalic, l’inserimento nell’azione del gol di Bacca, 3 dribbling vincenti e 36 passeggi riusciti nella metà campo offensiva. Non è mancato davvero nulla, è stato un ritorno perfetto. Con tanto di applausi ricevuti dal pubblico presente allo stadio domenica pomeriggio, gli stessi che Suso vuole risentire sabato prossimo poco dopo ora di pranzo quando il derby sarà ormai finito: “Arriviamo carichi alla partita con l’Inter, perché è una gara davvero importante per noi – ha detto lo spagnolo a Premium Sport -. Chi è il favorito? Non ce ne sono, abbiamo entrambi buoni giocatori”. Uno su tutti? Proprio lui, Suso. Capace di diventare l’uomo imprescindibile del Milan del presente, in attesa di capire cosa accadrà in futuro: “Il rinnovo? Sto aspettando, vedremo in estate”. Questa volta, però, servirà ben altro che una magia per non far sparire lo spagnolo da Milanello.