Montella, la storia dell'amalgama e gli esempi della Storia

L'amalgama e Montella: gli esempi di Czeizler e Ancelotti

di Max Bambara

Negli ultimi tempi, qualche attento osservatore, ripercorrendo le gesta di un antico presidente del campionato di Serie A, ha sentenziato che al Milan manca soltanto l’acquisto dell’amalgama come ingrediente finale della sua campagna acquisti. La battuta rivela indubbiamente un fondo di verità in quanto quando si fanno tante operazioni di mercato in una stessa sessione, amalgamare parecchi giocatori nuovi non è mai impresa semplice e, spesso, diventa addirittura complicato trovare un equilibrio.

Tuttavia esistono anche le eccezioni e gli esempi positivi cui Montella potrà attingere per dare da subito una fisionomia ben definita al suo Milan. Basti pensare a tutti quei tecnici delle Nazionali che, in pochissimo tempo, riescono a dare gioco ed identità ad una squadra. C’è stato poi un allenatore magiaro del Milan degli anni 50, LaiosCzeizler, per il quale gli uomini venivano prima della tattica. Czeizler credeva che un grande allenatore dovesse essere in grado di riuscire sin da subito a far giocare assieme i giocatori migliori privilegiando il rapporto umano come dote da custodire.

Una cosa simile riuscì a Carlo Ancelotti nel 2002; il suo Milan era reduce da un quarto posto e da un’annata singolare con il ballottaggio Pirlo/Rui Costa destinato ad accompagnare dibattiti e polemiche dell’anno a venire. Il Milan quell’estate prese anche Seedorf e Rivaldo. Quattro trequartisti per un solo posto significava avere una squadra praticamente non allenabile. Eppure Carletto, da quel limite trasse una grande forza, perché mise davanti a tutti gli uomini e le loro qualità proprio come il vecchio Czeizler aveva insegnato negli anni 50.

Ecco se esistono due esempi positivi per suggerire a Montella un rapido amalgama del suo Milan, questi due grandi allenatori glieli forniscono su un piatto d’argento. Vincenzino finora ha dimostrato di essere un tecnico molto bravo. Il suo esame di maturità sarà però questa stagione: creare subito un Milan con una identità precisa e marcata potrebbe essere la sua tesi sul famoso amalgama che non si compra sul mercato, ma si trova sullo scaffale da stregoni dei più grandi allenatori.