Montella e il 3-5-2, tra necessità e sperimentazione

Il 3-5-2 nelle corde di Montella: anche per la prossima stagione?

di Marco Rizzo

Montella sembra ancora intenzionato ad insistere sul modulo lanciato a Bergamo e che ha consentito di portare a casa un punto importante (forse decisivo?) per l’Europa League. Ma l’allenatore rossonero, ha in mente di impostare la squadra con questo sistema anche per il futuro prossimo ? Non sarebbe la prima volta, per Montella, che già a Firenze utilizzava, con costrutto, questo modulo. Due esterni ficcanti e capaci di ricoprire tutta la corsia (Cuadrado e Pasqual), tre difensori, di cui uno di impostazione (Gonzalo). In mezzo due palleggiatori e un mediano e davanti una punta e un fantasista (Jovetic e Ljajic con Rossi).

Montella quell’anno, in cui arrivò quarto, contendendo la Champions alle big e mostrando un calcio bellissimo, alternava il 3-5-2 con il 4-3-3 ed il 4-2-3-1. La sensazione, con la rosa a disposizione e con le idee di mercato che vanno sviluppandosi, è che l’allenatore campano voglia replicare quel modello. Ecco l’arrivo di Musacchio, centrale di impostazione pura, di Rodriguez, terzino di tutta fascia abile tecnicamente, capace anche di fare l’esterno. E soprattutto la ricerca di un palleggiatore in mezzo e di una punta di manovra. In base all’avversario, allo stato dei giocatori e al tipo di gara che vorrà fare, Montella cambierà schieramento. Un Milan camaleontico, quello che c’è nella testa del tecnico rossonero.

Intanto, già con il Bologna si vedrà la seconda versione dell’inedito, o quasi, Milan con la difesa a tre. Senza Suso e, forse, con le due punte. Tanti assenti e la volontà di tornare a vincere dopo quasi un mese.Montella ci prova con il 3-5-2, con un occhio al futuro.