Momento Milan, nessuna colpa ma 4 punti da analizzare

Stagione travagliata? Il Milan deve essere pronto ad affrontarla in qualsiasi caso

di Max Bambara

L'attuale momento del Milan non è colpa di qualcuno, ma è la risultante di una serie di fattori. Se si esce dalla facile tentazione del colpevolismo ad ogni costo, diviene forse più facile mettere sul tavolo le problematiche che sono tante e complesse.

Primo punto: l'organico è stato sopravvalutato dai tifosi. In troppi parlavano di scudetto ad inizio stagione senza prendere in considerazione il fatto che il Milan ha una rosa incompleta e che si è lavorato tutta l'estate su una strutturazione (il 4-3-3) mai completata perchè, in organico, non ci sono esterni che saltano l'uomo e creano la superiorità numerica. In più, se cambi 8-9 titolari in una sola sessione di mercato, i tempi per creare un collettivo saranno inevitabilmente medio-lunghi. Non esiste, ad oggi, un modulo perfetto per questa squadra. Esistono moduli più adattabili ed altri meno. Nella stagione 2001-2002, il Milan investì sul mercato cifre da capogiro. Arrivò quarto solo all’ultima giornata, dopo un anno travagliato in cui Ancelotti molto fece fatica a trovare la quadra. La stagione ha molte comunanze con essa. Nel mercato, negli entusiasmi, nelle tante formazioni cambiate.

Secondo punto. Montella sta commettendo errori. Non ci sono dubbi che in questo momento l'allenatore non sia padrone della squadra. Lo dimostrano alcune disattenzioni marchiane, la gara andata a male a Roma per la perdita delle distanze fra i reparti non appena il rigore di Immobile ha fatto saltare la coperta di Linus chiamata 4-3-3. Lo dimostra ancor di più l'elettroencefalogramma piatto della squadra a Genova. Forse l'aspetto che più fa male di questo inizio di stagione.

Terzo punto: anche la società non è immune da colpe e sta peccando di inesperienza. Un allenatore, anche quando sbaglia e fa scelte singolari, va difeso. Lo fece Berlusconi nel 1987 quando Sacchi schierava Mussi e Walter Bianchi in luogo di Tassotti e Maldini. a maggior ragione deve farlo l'attuale dirigenza. Se Montella non convince, va esonerato. Tenerlo senza difenderlo è un atteggiamento tafazziano. Non ci sta. Fassone, impeccabile sul piano delle dichiarazioni durante tutta l'estate, domenica pomeriggio ha forse ecceduto nelle parole. Comprensibile umanamente, ma decisamente da non replicare in futuro.

Ultimo punto: l'anno scorso il clima di scetticismo compattò il gruppo tanto che il Milan non uscì mai dalle partite. Si poteva perdere, ma la squadra aveva una tenuta mentale importante. Andammo sotto 2-0 con il Napoli dopo 10 minuti, ma non subimmo una goleada. Anzi. Quel Milan meritava ampiamente il pareggio e ci andò molto vicino. Quest'anno già due gare sono state fallite sul piano della tenuta mentale. Appena si avverte una difficoltà si inizia a pensare individualmente e non di squadra. E' un errore grave. Lo spirito deve cambiare perchè in campo non scendono i milioni spesi. Quel Milan battè due volte la Juve, la prima in campionato e la seconda a Doha portando a casa un titolo, vinse a Bologna in 9 contro 11, perse alcune partite dando sempre la sensazione di aver dato tutto ciò che poteva. Questo Milan odierno, nettamente superiore su piano tecnico, dà invece una sensazione opposta. Zapata che si ferma sul 2-0 contro la Sampdoria è una immagine brutta da vedere. Troppo brutta e da cancellare in fretta.