Milan, una storia che va sempre di moda

Nel quartiere della moda, Milan reunion: Atene 2007, dieci anni dopo

di Max Bambara

La storia è il cuscino sul quale ogni sera posiamo la testa per riposare. Sta alle nostre spalle e c'è sempre. Non possiamo prescindere da lei perché è con lei che dovremo fare sempre i conti. Oggi è il 23 maggio 2017 e sono passati dieci anni dall'ultima Coppa dei Campioni conquistata dal Milan, quella che i milanisti, con semplicità, hanno ribattezzato Atene. La capitale greca sarà sempre dentro di noi perché nel 1994 ci regalò la finale contro il Barcellona che i milanisti, in occasione del centenario del club, definirono partita del secolo. Tredici anni dopo ad Atene è andato in scena invece il successo di un gruppo di uomini eccezionali. Valeva troppo quella vittoria. Era la rivincita sul Liverpool che due anni prima ci aveva tolto la settima in una finale inspiegabile razionalmente. Era la rivincita sul volgare coinvolgimento del Milan in Calciopoli che, l'estate prima, aveva alzato un polverone di immeritato fango su una squadra ed una società che mai avrebbero meritato un trattamento simile. Era infine la celebrazione più bella del nostro modo di essere milanisti perché in quel Milan era bello potersi riconoscere. Nelle sue vittorie, nei suoi campioni, nel suo stile.

Dieci anni fa è stata l'ultima Coppa dei Campioni di un'idea di calcio nella quale ci siamo profondamente immersi. Uno dei complimenti più belli sul Milan mi è stato fatto da un tifoso del Manchester United. Lo incontrai per caso durante un viaggio con amici e, parlando di calcio, mi fece i complimenti per il Milan e mi disse che era l'unica squadra per la quale faceva il tifo in Europa quando non giocava il suo Manchester. Gli chiesi il perché. Mi rievocò un Milan Manchester del marzo 2005. Il Milan aveva vinto all'andata e stava conducendo per 1-0 al ritorno. Negli ultimi minuti ci furono due rimesse laterali per il Milan e Cafù le effettuò subito senza nemmeno pensare ad una perdita di tempo. Mi spiegò che il giorno dopo Ferguson elogiò pubblicamente il Milan sul loro canale tematico, rimarcando questi episodi ed evidenziando come quello stile di comportamento fosse raro. Perdere contro una squadra così non poteva che essere un privilegio. In questo episodio si cela tanto del mio orgoglio rossonero. Il Milan non si è limitato a vincere; ha voluto lasciare un segno, una traccia, un'idea di quel concetto meravigliosamente alto e sportivo della vittoria ottenuta tramite il bel gioco ed il rispetto degli avversari. Per questo oggi, a distanza di dieci anni, è ancora più bello celebrare l'ultima coppa dei Campioni di un grande gruppo di uomini. La storia in fondo non passa mai di moda. Rimane dentro di noi, nel cuore di chi l'ha vissuta da tifoso e di chi l'ha applaudita convintamente da fiero avversario.