Milan, la differenza si chiama Suso

Lo scrigno delle gioie del Milan si chiama Suso

di Enrico Vitolo

No Suso, no party. Ci perdoneranno la nota azienda italiana e George Clooney se vedranno il loro slogan usato per un altro marchio, ma almeno non è una diretta concorrente. Ora come ora, però, se si vuole festeggiare in casa Milan bisogna affidarsi esclusivamente allo spagnolo. Un po' come da copione. Altro che sorpresa. Non più, da molto tempo ormai. Perché si scrive Suso ma si legge Milan. In modo inequivocabile. Dopo 9 partite di serie A, che nel suo caso vuol dire 682 minuti giocati, il fantasista rossonero ha prodotto la bellezza di 4 gol e 4 assist. Tutti, o quasi, decisivi. Un po' come accaduto nel turno infrasettimanale di mercoledì sera in quel di Verona.

L’ennesima consacrazione, tanto per cambiare. Con l’Inter e il Genova erano arrivati i primi segnali di risveglio dopo un brevissimo periodo di appannamento, contro il Chievo di Maran ecco quindi la certezza: no Suso, no party. Con lo spagnolo di nuovo protagonista, guarda caso, la squadra di Montella è ritornata anche alla vittoria (era ora!). È stata davvero la serata perfetta, poi se con il destro continua a fare le cose che prima faceva solo con il sinistro allora sì che gli avversari possono anche perdere qualsiasi tipo di speranza nel poterlo fermare. Ed i numeri non fanno altro che confermare la sua crescita ed evoluzione, numeri che mai erano stati così positivi in un avvio di stagione. L’anno scorso, infatti, dopo le prime nove giornate inanellò 1 gol e 3 assist (alla fine chiuse con 7 e 9), con Mihajlovic in panchina totalizzò solamente 55’ minuti in campo, con Inzaghi per colpa di un infortunio andò anche peggio. Stesso destino anche a Liverpool, dove tra Premier League e campionato riserve non era mai riuscito ad imporsi (solo nella stagione 2010-11 si mise in mostra con 1 gol e 5 assist in nove giornate). Ma questa è una storia vecchia, ormai dimenticata. Il Suso di oggi non deve più attendere invano una maglia da titolare, del resto è l’unico in grado di far cominciare il party in casa Milan.