Milan, i primi assaggi di miglior Bonucci

Bonucci: i primi segnali a Reggio Emilia, adesso tutto il resto?

di Franco Ordine

Era un sospetto fondato. Il sospetto che Leonardo Bonucci, arrivato a sorpresa a Milanello, avesse deciso di mettersi sulle spalle il mondo Milan con tutte le responsabilità che derivavano dalla sua condizione, finendo schiacciato da quel peso. D’altro canto era l’unico che potesse spiegare allo spogliatoio rossonero cosa volesse dire vincere e ripetutamente nel calcio. Era l’unico che potesse dimostrare d’avere oltre che talento anche personalità nell’affrontare a muso duro Allegri e nel decidere di tagliare il cordone ombelicale con Vinovo dopo 7 anni. Ha sbattuto la porta della Juve e ha detto: “Milanisti, niente paura: provvedo a tutto io”. E invece nel calcio solo pochi fuoriclasse han potuto raccontare così il calcio.

Adesso che Bonucci si è fermato a riflettere un paio di settimane (per squalifica) e che è tornato riconquistando credito e auto-stima, ha confessato in pubblico: “Sì, forse mi sono preso responsabilità eccessive”. Togliamo il forse e proviamo a ripetere ciò che era trasparente fin dall’inizio dell’avventura rossonera. Impossibile che viaggiando da Torino a Milano, 120 chilometri, “il miglior difensore del mondo con Sergio Ramos” si potesse trasformare in una irriconoscibile “mezza calzetta” della serie A. A Reggio Emilia c’è stato il primo segnale di una rinascita che promette qualcosa di buono per le prossime settimane. Quando il Milan avrà bisogno del miglior Bonucci per risalire la china.

 

 

.