Milan, contro Roma e Atalanta all'andata 1 punto, ma adesso...

Dopo tanta fatica e qualche contraddizione, per il Milan arriva il momento del dunque

di Enrico Vitolo

Per stare tra i grandi bisogna dimostrare di essere grandi, non sarà una legge scritta del calcio ma di certo è quello che serve per poter vivere nelle zone più nobili di qualsiasi classifica di qualsiasi campionato. Dimostrando magari di riuscire anche a carpire dagli avversari quei segreti che servono per fare il cosiddetto salto di qualità. Bene, per il momento il Milan di Vincenzo Montella ha dimostrato di saper apprendere ma di non avere ancora la giusta qualità, tecnica e mentale, per poter essere una vera grande del campionato italiano. Proprio come è sempre accaduto nel passato. Ma nonostante gli inaspettati passi falsi dell’ultimo mese, appena due i punti conquistati contro Pescara, Empoli e Crotone, il destino resta nelle mani dei rossoneri, quattro partite a disposizione per cercare di conservare almeno il sesto posto in classifica e conquistare un pass (meritato) per l’Europa. Che tanto manca e che soprattutto tanto farebbe comodo al Milan 2.0 versione cinese, un Milan che del resto non può rinascere solo con una campagna acquisti di spessore ma deve farlo anche con il ritorno nelle competizioni europee. Che domani dovrà chiamarsi nuovamente Champions League, ma che oggi si chiama Europa League.

Ma se contro le cosiddette piccole del campionato qualcosa non ha funzionato nel verso giusto nel mese di aprile, ora il Milan è chiamato a rispondere presente contro Roma prima e Atalanta dopo nel mese di maggio. Quello decisivo. Due impegni che Vincenzo Montella, con tanto di sorriso sulle labbra, ha definitivo nei giorni scorsi “Partite facili”. Ma dietro a quel sorriso c’era anche un pizzico di consapevolezza, forse pure qualcosa in più di un pizzico. Perché il suo Milan, risultati a parte, non hai bucato contro le prime della classe, né tantomeno potrà farlo ora. Centottanta minuti per “rubare” l’Europa ai cugini neroazzurri, riprendere immediatamente la scalata verso i grandi della serie A e dire finalmente che l’era Milan 2.0 è ufficialmente cominciata in tutto e per tutto.