Milan, che fare...metabolizzare tutto, metabolizzare subito

Lo sciame post-derby del Milan: tra dubbi e volontà di riscossa

di Valentino Cesarini

Perdere un derby fa sempre male, perderlo su rigore a pochi istanti dal triplice fischio finale è ancora peggio. L’Inter, trascinato da un super Mauro Icardi si aggiudica il derby della Madonnina, facendo fare sogni di gloria agli interisti, mentre manda nello sconforto più totale il tifoso rossonero. Proprio cosi, perché solo dopo appena otto giornate di campionato, la squadra di Montella ha ben 12 punti di ritardo dalla capolista Napoli, 10 dai cugini neroazzurri e 7 dal quarto posto, condiviso da Lazio e Juventus. Il Milan, attualmente è in decima posizione, con gli stessi punti (12) del Chievo, uno in meno del Torino e due dalla coppia Bologna e Sampdoria. I rossoneri quando hanno incontrato squadre di media-alta classifica hanno ottenuto 4 sconfitte (Lazio, Sampdoria, Roma e Inter) subendo la bellezza di 11 reti e segnandone solamente 3. Le quattro vittorie, sono arrivate contro squadre di bassa classifica, e fra l’altro a parte l’esordio di Crotone dove i ragazzi di Montella hanno vinto con un netto 3 a 0, poi a San Siro hanno superato, con diversi problemi, Cagliari (2-1), Spal (2-0) e Udinese (2-1).

Il Milan, rispetto alla stagione scorsa, ha 4 punti in meno e viaggia con una media punti pari a 1,5. Una squadra che ha avuto sempre diversi problemi. Ad iniziare dallo schema di gioco scelto da Montella, che è partito con il 4-3-3 ed è passato al 3-5-2, facendo fuori diversi giocatori oppure schierandoli in ruoli non proprio idonei. Oppure le tante formazioni cambiate, i pochi minuti giocati da André Silva ad inizio campionato, nonostante le reti in Europa League e in Nazionale. E poi non dimentichiamoci i tanti, troppi, errori in fase difensiva dei singoli. Prendiamo ad esempio Leonardo Bonucci: doveva essere l’uomo guida della difesa rossonera, ma in questo primo scorcio di campionato è risultato molto molto deludente, commettendo errori gravi, come nel derby, facendosi beffare da Icardi in due occasioni. Ma non dimentichiamo nemmeno gli errori di Romagnoli e Zapata, rispettivamente contro Udinese e Sampdoria.

Tornando al derby di domenica sera e a Montella, come non parlare del Milan a due facce? Primo tempo con il 3-5-2 (o meglio 3-5-1-1), con gli esterni bassi quasi sulla linea dei tre difensori, e con Suso e Silva di punta. Risultato? Un solo tiro in porta verso Handanovic, al minuto 44’ ad opera di Borini (uno dei migliori del derby), Milan schiacciato e Inter in netto controllo del match. Nell’intervallo il tecnico campano ha lasciato negli spogliatoi Kessié (in netto calo dopo un avvio di stagione devastante) e ha inserito Cutrone, che è andato a far coppia con André Silva in attacco, con Suso spostato sulla mediana (prima volta per lui in quel ruolo). Risultato? Milan che ha preso il pallino del gioco, ha rischiato di capovolgere e vincere un derby che non meritava di perdere, prima del gravissimo errore di Ricardo Rodriguez negli ultimi istanti di gioco, quando ha atterrato in area D’Ambrosio, regalando a Icardi la tripletta personale e condannando i compagni a una sconfitta pesantissima sia per il morale che per la classifica.

Ora serve immediatamente rialzare la testa: AEK Atene in casa per ipotecare il passaggio del turno in Europa League, Genoa a San Siro per tornare a vincere (vittoria che manca dal 20 settembre in A) e trasferta nel turno infrasettimanale a Verona contro il Chievo, prima di ricevere sabato 28 la Juventus.