La serie positiva, il Milan si è messo in marcia

Il tepore della serie positiva rossonera

di Enrico Vitolo

Si dice che il “3” sia il numero perfetto, ma se raddoppiato forse può essere anche meglio. Di sicuro è meglio per il nuovo Milan di Vincenzo Montella, bello in alcuni momenti e cinico in altri. Aspetti che messi insieme sono davvero perfetti, questa volta senza alcun dubbio. Con il 2-1 rifilato al Cagliari domenica sera i rossoneri hanno inanellato alla loro striscia positiva anche la sesta vittoria consecutiva tra campionato ed Europa League, di fatto l’ultima di un mini ciclo vincente. Felice. Come non capitava da tempo, da troppo tempo. A prescindere dal valore dell’avversario. Bisogna, infatti, tornare indietro addirittura fino alla stagione 2004-05 quando l’allora Milan di Carlo Ancelotti riuscì a toccare la quota di 9 vittorie consecutive (in quel caso furono conquistate tra campionato e Champions League). Per chi avesse la memoria corta, parliamo del periodo della doppia vittoria contro il Manchester United targata Crespo e dei successi ottenuti ben oltre il novantesimo contro la Lazio (Crespo al 94°), il Cagliari (Serginho al 92°) e l’Atalanta (Pirlo al 94°). Una striscia che fu interrotta solamente dal ko rimediato in Coppa Italia contro l’Udinese, 4-1 il finale, che costò anche l’eliminazione dalla manifestazione tricolore.

Nel mezzo tra il Milan del passato e quello del presente nessuno ha saputo fare meglio: Leonardo si fermò a quota 5 giocando solo in campionato, sorprendentemente come nel caso di Seedorf, Allegri invece non andò mai oltre le 6 di fila tra serie A, Champions e Coppa Italia, peggio hanno fatto Inzaghi con 2 successi consecutivi e Mihajlovic con 3. Un filotto, quest’ultimo, che anche l’ultimo Milan di Montella aveva messo insieme, mentre tornando ad Ancelotti nel 2005-06 furono 8 le vittorie ottenute una dietro l’altra in campionato ma nel mezzo i pareggi targati Champions League interruppero sul più bello la cavalcata dei rossoneri. Ma questa ormai è una storia vecchia, ora c’è il Milan di Montella. Che vuole provare a tornare grande, e per farlo sarà fondamentale vincere