La regola del 7, inversamente proporzionale fra Milan e Juventus

7 Milan e 7 Juventus, può sembrare Maledizione ma in realtà è Tradizione

di Franco Ordine

Ha ragione Aldo Cazzullo, firma prestigiosa del Corriere della Sera, tiepido tifoso juventino: dopo Cardiff ha scritto che la maledizione nel calcio non esiste. E' sufficiente citare le coppe alzate dai bianconeri nelle diverse competizioni oltre che qualche ripetuto trionfo a Tokio per bollare la tesi. Liquidare però la questione delle 7 sconfitte in coppa Campioni e Champions ricorrendo all’altrui superiorità è forse un altro errore da evitare. Qui interviene un paragone che può sembrare indelicato per il popolo juventino ma che invece deve condurre a qualche riflessione più approfondita. Il Milan di Rizzoli, di Carraro e di Berlusconi, di ogni epoca dunque, di coppe dalle grandi orecchie, ne ha collezionate 7, proprio come le sconfitte juventine, e qualcuna ha perso per strada (Istanbul) in modo talmente incredibile e beffardo da far pensare anche allora a un complotto di Eupalla.

Giorni fa Adriano Galliani ricordando Atene 2007 raccontò che alla vigilia continuava a ripetere ad Ancelotti: “Ma come fai a scegliere Pippo, non vedi che Gilardino è più in forma?”. Giocò Pippo e realizzò i due gol che regalarono la settima rossonera. Il caso ha un ruolo, inutile negarlo. Ma più di ogni altro fattore hanno un peso decisivo la storia del club, la tradizione, l’abitudine ad affrontare finali senza complessi e lo spessore di protagonisti che devono essere fuoriclasse ma anche uomini veri. Tutte qualità che non si comprano a nessun siuper-mercato.