La Juventus vince con il minimo sforzo, il Milan deve riflettere

Al Milan un po' di gioco, alla Juventus i colpi che fanno male e i 3 punti

di Valentino Cesarini

La differenza fra Milan e Juventus? Notevole. Intanto una squadra (Juve) è da sei anni che domina in Italia e in Europa è arrivata in finale di Champions League due volte negli ultimi cinque anni, l’altra (Milan) è tornata in Europa la scorsa primavera dopo anni di delusioni. Capitolo allenatori: uno (Allegri) ha trovato la formula giusta che gli sta dando i risultati, l’altro (Montella) in diciotto gare ha cambiato altrettante formazioni, passando dal 4-3-3 al 3-5-2 ed ora al 3-4-2-1. Il tecnico campano appare leggermente in difficoltà. Capitolo giocatori: nonostante i quasi duecento milioni spesi da Fassone e Mirabelli nel mercato estivo, al Milan manca un attaccante capace di spaccare le partite con una giocata. Attaccante che la Juventus ha trovato in Gonzalo Higuain, che segna il centesimo e centunesimo goal in Serie A (in 153 gare), decidendo la sfida di San Siro e facendo sprofondare il diavolo all’inferno.

La Juventus non gioca la miglior gara dell’anno, anzi, a livello di gioco il Milan di Montella ha fatto vedere qualcosina (poco) di meglio, ma la differenza in queste gare la fanno i campioni: la Juventus li ha, il Milan ancora no. Montella ieri ha avuto poche colpe, ma forse un appunto glielo si può fare: perché non togliere il turco Calhanoglu per gettare nella mischia André Silva già all’intervallo? Perché fare la mossa solamente al minuto 77’ quando il match era di fatto chiuso? Il turco con la maglia numero dieci, dopo la buona prestazione contro il Chievo, ieri è stato uno dei peggiori. Fuori dagli schemi, poca incisività e poca cattiveria.

Poca cattiveria e poca incisività anche per gli altri due acquisti: Biglia e Kalinic. L’ex laziale non è al meglio della condizione e si vede e anche lo stesso Montella al termine del match ha fatto presente di vedere l’argentino non sereno. Il croato, lotta e si sacrifica per la squadra, ma gli manca quel guizzo da attaccante vero decisivo per risolvere le partite. Forse, la cessione di Bacca per prendere Kalinic non è che sia stata una mossa proprio ottimale della società. Certo è, che al Milan manca un Higuain, un Mertens, un Immobile, uno Dzeko e un Icardi.

Capitolo a parte meritano sia André Silva che Kessié. Il portoghese non riusciamo a capire perché specialmente in Serie A giochi poco, nonostante le ottime prestazione di quando è sceso in campo. Kessié, dopo un avvio straordinario è da un po’ di tempo che è in fase negativa. Servirebbe un po’ di riposo all’ivoriano, ma il Milan in mezzo al campo manca di giocatori con le sue caratteristiche.

Passiamo alla classifica: dopo undici giornate i rossoneri hanno un ritardo di dodici punti dalla Juventus e son ben lontani anche dalla zona Champions League. La squadra di Montella rischia seriamente di dire addio ai sogni di gloria già a fine ottobre. Le prossime due gare, entrambe in trasferta, prima della sosta sono importanti anche per il futuro di Montella, che torna a farsi nuvoloso: AEK Atene e Sassuolo sono due gare da non sbagliare. Vincere, o comunque non perdere in Grecia significherebbe il quasi passaggio del turno in Europa League, mentre domenica sera con il Sassuolo serviranno i tre punti, anche perché la squadra di Bucchi è nettamente inferiore ai rossoneri.