La filosofia dei proverbi e la famiglia di Gigio Donnarumma

Procuratori sì, padri-padroni no.....

di Franco Ordine

Dice un proverbio africano: “se vuoi andare veloce corri da solo, se vuoi andare lontano corri in compagnia”. Dovrebbe diventare il motto di casa Donnarumma, intesa come la famiglia di Gigio che ha preso finalmente il destino del figlio portiere del Milan in mano e ha deciso di contribuire in modo concreto a chiudere l’opera buffa andata in scena. Correndo da solo, e affidando soprattutto, a una sola persona, Mino Raiola, il futuro e la carriera del proprio figliolo, papà Donnarumma pensava di aver fatto il colpo del terzo millennio.

Noti i motivi: perché è considerato il più furbo del reame, perché è anche valutato come il più attaccato ai soldi e chissenefrega se nel frattempo uno dei suoi assistiti, Balotelli, è sceso di gradino in gradino fino a sprofondare in Ligue 1. Dopo qualche riflessione e magari quel colloquio-chiave con Montella e –particolare non trascurabile- col papà di Vincenzo che gli ha parlato nello stesso dialetto e col cuore in mano, la famiglia Donnarumma ha capito che per andare lontano bisogna correre in compagnia, quindi senza lasciare a Raiola la regia e la responsabilità esclusive del futuro calcistico di Gigio. E a questo punto vale ricordare un ultimo aspetto: se Montella parla col papà di Donnarumma non ha commesso alcuno sgarbo. Perché Raiola deve imparare che l’agente non è il padre-padrone del proprio assistito.