L'analisi di Piero Ausilio riporta l'Inter ai tempi dei Bagni Piero

Nostalgia dei Bagni Piero di Moratti? Ausilio ammette errori e divisioni: conta solo il business e con tutti questi errori non si va a bersaglio...

di Bettino Calcaterra

Tanto tuonò che piovve. Nel clima di tutti contro tutti che si respira in casa Inter sono arrivate le dichiarazioni di Piero Ausilio a minare ancora di più un ambiente in cui, sovrano, sembra regnare soltanto il caos. Che il Direttore Sportivo dell’Inter avesse un po’ di sassolini nelle scarpe lo si sapeva. Che non avesse preso bene l’arrivo di Sabatini era abbastanza scontato. Che non volesse passare come capro espiatorio del fallimento della gestione 2016/2017 era altrettanto noto. Ma che venisse fuori con tante e tali “confidenze” non se lo aspettava davvero nessuno.

I fatti. Intervenuto davanti a 50 persone a un corso di perfezionamento in Diritto Sportivo e Giustizia Sportiva presso l’Università degli Studi di Milano, il direttore sportivo dell’Inter ha “svuotato il sacco”. Fra i vari argomenti registrati da un presente e girati poi a Calciomercato.com la discussione è subito passata sugli errori della stagione e lapidaria è stata la risposta "Non può esserci un progetto se non c’è una continuità di dirigenza e di proprietà. Stiamo ripartendo. La gestione Moratti è stata stupenda, ma a conduzione familiare. Non ha guadagnato un euro dall’Inter perché lui non lo faceva per business. Da adesso in poi bisogna fare meno errori possibili. Ne abbiamo già fatti tantissimi. Adesso c’è grande entusiasmo. A giugno c’era un allenatore che aveva iniziato la preparazione e poi a una settimana dall’inizio della stagione, per mille motivi, si è deciso di mandarlo via. Abbiamo sbagliato ad andare su un tecnico che non conosceva il calcio italiano. La stagione è stata programmata male dall’inizio.Sono stati cambiati 4 allenatori e arrivare settimi o ottavi è la logica conseguenza. La svolta negativa? A febbraio quando dovevamo affrontare la Juventus a Torino e si è iniziato a parlare di Conte all’Inter. Abbiamo perso la partita e per tutta la settimana si è parlato dell’allenatore che sarebbe venuto al posto di Pioli. È in quei momenti che devi dare sostegno il tecnico, Bisogna rafforzarsi anche a livello mediatico".

Il discorso è scivolato poi sullo spogliatoio nerazzurro: "Ad Appiano non c’è gente che non si allena. Manca il senso di solidarietà, non sono riusciti a creare il gruppo per questioni di etnia, di età, ma anche di personalità e valori umani. Fai anche fatica a trovare cose negative, ma sicuramente hanno i loro difetti. Non sono un gruppo solidale tra loro, ci sono tanti gruppetti e tanta gente che pensa a se stessa". Non fa sconti nemmeno sul futuro allenatore nerazzurro . "Se punteremo a un tecnico con le caratteristiche di Conte? Bisogna confrontarsi con situazioni contrattuali e di mercato. Stiamo pensando ad allenatori con quelle caratteristiche, però poi vai a vedere e tutti i top sono al Chelsea, al Tottenham, all’Atletico, alla Juve..." ed ecco restituire pan per focaccia ai bianconeri impegnati nel finale di stagione che potrebbe valere un TRIPLETE bianconero. Sulla situazione finanziaria del Club e sulle prospettive future: "Ci sono nuove logiche di mercato, dove bisogna considerare i ricavi, dato che l’Uefa non consente più di immettere troppi soldi e fare calcio in questo modo. Il nostro fatturato è tra i 200 e i 230 milioni di euro, mentre quello della Juve, che partecipa regolarmente alla Champions, è di 400 milioni. Oggi è impensabile spendere 200 o 300 milioni di euro. E non perché non lo si voglia, ma perché è impossibile. Noi oggi abbiamo una proprietà forte, solida che potrebbe tranquillamente comprare i giocatori più famosi tipo Cristiano Ronaldo, ma la verità è che non possiamo farlo perché c’è il fairplay finanziario, che tiene conto dello sviluppo del Club, che a sua volta deve avere una struttura che gli permette di arrivare a giocatori di una certa importanza. È un percorso che richiede tempo, idee, management".

Tutto condivisibile caro Ausilio ma l’uscita è inopportuna . La verità, spesso, va taciuta. Oggi tutti si chiedono perché Ausilio abbia rilasciato queste dichiarazioni. Impossibile sperare che tali non diventassero di dominio pubblico. Nessuno crede al fatto che il ds nerazzurro abbia potuto pensare che parlare in un'aula universitaria lo mettesse al riparo da spifferi che avrebbero poi causato un vero e proprio caso.Impossibile. All’Inter è arrivato il giorno della resa dei conti. L'uscita di Ausilio avrà delle conseguenze, inevitabili. Il Direttore Sportivo ha appena rinnovato fino al 2020, ma dopo il prolungamento di contratto il gruppo Suning ha messo Sabatini a capo della struttura tecnica dei suoi club. La resa dei conti doveva arrivare ma per Ausilio sa di saluti.