L'acronimo #ACAPF e la conclusione del mercato del Milan

Le cose formali e le novità di comunicazione del Milan

di Mattia Marinelli

Il Milan dell'estate 2017 è stata caratterizzata dai social. Dopo ogni acquisto, e sono stati 11, ma anche dopo il rinnovo contrattuale sudtato, contrastato e sospirato di Gianluigi Donnarumma, il Club rossonero si è aperto a Facebook, a Youtube e Milan TV, in simulcast, per consentire a tutti di condividere in diretta la firma del nuovo contratto e le prime dichiarazioni post-ufficialità dei protagonisti.

Proprio per questo, anche in assenza di altri colpi di mercato nei giorni concitati della volata finale verso la conclusione del calciomercato, la dirigenza rossonera ha voluto ugualmente presentarsi, nelle stesse modalità, ai tifosi e ai media, intanto con uno spirito di servizio: fornire le cifre reali e trasparenti delmercato del Milan a tutti i giornali che stavano "chiudendo le pagine".

Poi per rispondere anche alle perplessità dei tifosi che, fra l'altissimo tasso di entusiasmo del mercato del Milan, covavano comunque le loro perplessità: la necessità di un attaccante esterno in più, la necessità del vice-Kessie e l'opportunità di avere un solo grande bomber piuttosto che l'accoppiata Kalinic-Andrè Silva. I dirigenti rossoneri Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli hanno risposto serenamente a tutto.

L'evento live era stato preceduto da un hashtag, ovvero #APACF, Adesso Passiamo Alle Cose Formali: lanciato sui social la sera del 30 Agosto ha generato immediatamente grandissime aspettative da parte dei tifosi. Del tipo: vuol dire che arriva un grande giocatore, altrimenti sarebbe un autogol di comunicazione...Questa critica forte da parte dei profili social dei tifosi rossoneri si è stemperata dopo la diretta di Fassone e Mirabelli: alla fine tutte le spiegazioni, tutte le cifre e le risposte fornite hanno generato un fortissimo seguito sui social con centinaia di migliaia di visualizzazioni e un sostanziale plauso all'iniziativa.

C'è poi chi ha eccepito sul regalo finale della cornice con le 11 Cose Formali, gli 11 acquisti, a mò di locandina cinematografica e il giorno d'arrivo dei singoli giocatori: non era autocelebrazione, non voleva e non doveva esserlo, ma una semplice gag.