Inter, per Sabatini e Spalletti il lavoro non manca

Nainggolan vecchia fiamma nerazzurra, in un'Inter in cui il migliore in campo è stato il pubblico

di Bettino Calcaterra

Con il 5-2 sull'Udinese l'Inter ha archiviato una stagione da dimenticare, piena di problemi e di continui ribaltoni che per forza di cose hanno condizionato l’esito finale. I nerazzurri hanno chiuso settimi in classifica con 62 punti, 5 in meno dello scorso anno quando arrivarono quarti. Le ultime vittorie hanno in parte mitigato i numeri che rischiavano di aggiornare i record negativi della storia nerazzurra. Prima della vittoria di Roma contro la Lazio, l’Inter non vinceva da otto giornate di campionato (non succedeva dal 1982) ed ha rischiato di arrivare a nove gare di fila senza successi in Serie A (mai successo da quando è stata fondata nel lontano 1908).

Analizzando bene la stagione si nota che l’Inter ha avuto la sesta difesa (49 gol subiti), il quinto attacco (72 gol fatti), la quarta differenza reti (+23) ed è stata terza per tiri totali (635) dietro a Roma e Napoli. I numeri, a volte, spiegano molte cose. Tanto per capirci è vero che l’Inter ha segnato solo 5 gol in meno della Juventus ma ha anche subito poco meno del doppio dei gol (49 contro i 27 dei bianconeri). Andando ad analizzare la parte positiva, e quindi l’attacco, ci accorgiamo che però il divario con seconda e terza è abissale. A fronte dei 72 goal fatti da Icardi e co. Roma e Napoli hanno segnato rispettivamente 90 e 94 gol, tanti, tantissimi in più dei nerazzurri.

La premessa è d’obbligo per capire dove andare ad intervenire per migliorare la squadra. A oggi l’unico nome nuovo sicuro è quello di Walter Sabatini. Al 99% l’allenatore dovrebbe essere Luciano Spalletti. Nell’Inter sarà rivoluzione vera a livello di undici titolare. Partiamo dalla difesa: AAA centrali cercasi. Come abbiamo captato dal numero dei goal subiti, la difesa nerazzurra è quasi totalmente da rifare. Miranda e Murillo hanno deluso le aspettative e Spalletti ha bisogno di qualcuno che contribuisca a fortificare il reparto centrale dal momento che l'allenatore toscano utilizza i due esterni difensivi in costante proiezione offensiva.

A centrocampo sarà rivoluzione vera; servono leader di spessore. Gagliardini sarà certamente l'uomo di Spalletti per qualità e dinamismo. Il sogno si chiama Nainggolan, uomo di fiducia di Spalletti. Il “Ninja” non ha mai nascosto di privilegiare l’Inter in caso di cessione in Italia. Il 29enne nazionale belga fu vicinissimo alla Milano nerazzurra proprio nell’estate (2014) in cui passò invece alla Roma: il Cagliari era già d’accordo con Thohir-Moratti, poi i nerazzurri non si fecero più vivi e allora appunto Sabatini fece il blitz decisivo.

L’attacco potrebbe essere a posto così. Gli esterni offensivi offrirebbero garanzie. Perisi cin procinto, però, di essere ceduto sposerebbe alla perfezione l'idea spallettiana dei tagli in profondità alle spalle della prima punta; Candreva garantisce, invece, la doppia opzione: lungo sulla fascia o in diagonale verso la porta. Icardi dovrebbe essere un punto fermo della squadra anche perché Spalletti ama giocare con un "puntero" vero e proprio. Tanto il lavoro da fare. I soldi non dovrebbero mancare; i nerazzurri sono stati secondi per soldi spesi sul mercato (150 milioni di euro) solo alla Juve. L’epilogo del prossimo campionato dovrà essere diverso; dovrà essere quello del rilancio in grande stile,l’Inter dovrà, per forza di cose, centrare uno dei 4 posti che varranno l'accesso alla Champions League 2018/2019 e provare a lanciare la sfida in chiave scudetto alla corazzata Juventus. Lo si deve al grande pubblico nerazzurro. Un valore aggiunto della società. Una delle poche note positive della stagione dell’Inter è, infatti, il primato per quanto riguarda il numero di tifosi allo stadio. I nerazzurri sono stati i primi per media spettatori allo stadio (46.662), nonostante una stagione fatta di alti e bassi e senza alcun obiettivo raggiunto. Il pubblico interista non ha fatto mancare mai il proprio calore nelle partite casalinghe ed è riuscito a portare il primato, forse l’unico della stagione, in casa Inter.Questo pubblico merita una grande Inter.