Il valore della rosa del Milan, da 187 a 328 milioni di euro

Uscite e fine prestiti, acquisti e rinnovi: il parco giocatori del Milan vale oggi 328 milioni di euro

di Max Bambara

L’intervista rilasciata dal direttore dell’area tecnica del Milan Massimiliano Mirabelli alla Gazzetta dello Sport è stata molto interessante in riferimento ad un tema spesso sottovalutato o trattato in maniera superficiale nelle analisi degli addetti ai lavori. Stiamo parlando del valore della rosa milanista e del concetto di incremento patrimoniale. La questione chiaramente è collegata al mercato, ma non concerne le normali e comprensibili valutazioni sugli acquisti operati in estate dal Milan. Si tratta invece di un tema molto più ampio e decisamente più pregnante in riferimento alla mera patrimonialità del club. Tutti sanno che le squadre di calcio hanno nel proprio parco giocatori il bene maggiormente e più facilmente capitalizzabile, soprattutto in Italia dove costruire uno stadio di proprietà appare materia esclusiva soltanto per “eletti del Signore”. Ebbene il Milan, alla fine della stagione 2016-17 aveva un parco giocatori del valore complessivo di circa 187 milioni di euro. Il dato, scremato ovviamente dal valore di mercato dei giocatori non di proprietà del club (Pasalic, Fernandez, Ocampos, Deulofeu) è tratto dal sito transfermarkt.it ed è emblematico soprattutto se raffrontato al dato attuale.

Sempre secondo transfermarkt il valore attuale della rosa milanista è di 328 milioni di euro, al netto di un unico giocatore in prestito (Borini), il cui valore chiaramente non viene conteggiato. Insomma nel giro di pochi mesi, come giustamente fatto notare da Mirabelli, il Milan ha avuto un incremento patrimoniale di oltre il 75% rispetto alla scorsa stagione e ciò è stato il frutto sia delle 11 operazioni in entrata, sia della politica di rinnovi contrattuali che ha riguardato Donnarumma, Plizzari, Calabria, Suso e Cutrone. A giugno 2018 gli unici giocatori in scadenza di contratto saranno Mastour e Paletta, mentre qualche mese fa la situazione era più complessa, col caso Donnarumma che rappresentava una vera e propria spada di Damocle per il Milan. Indubbiamente pertanto, la linea strategica del mercato rossonero svolto nell’estate 2017 può e deve essere oggetto di critiche e contestazioni da parte degli addetti ai lavori. Gli errori ci sono stati, dato che la classifica è tutto fuorché una opinione. Tuttavia, bisogna fare attenzione a mescolare le critiche con le sentenze, perché un conto è criticare una sessione di mercato, altro conto è sostenere che il valore patrimoniale del club è crollato. Nulla di più falso e tendenzioso, come testimoniano i numeri. Anzi, è accaduto esattamente il contrario ed il Milan bene farebbe a farlo presente.

Attenzione poi alla valutazione degli acquisti in un arco di tempo limitato. Durante la stagione 2001-2002, il mercato del Milan venne criticato aspramente nei numeri dato che era stato corposo sul piano finanziario, ma quella squadra faceva fatica ed arrivò al quarto posto solo all’ultima giornata. Nell’estate precedente c’erano stati gli acquisti di Rui Costa, Inzaghi e Pirlo, ossia tre giocatori che formarono poi la spina dorsale della squadra che vinse a Manchester un anno dopo. Occhio quindi pima di bocciare i giocatori con sentenza passata in giudicato e, soprattutto, estrema cautela prima di parlare in maniera impropria del concetto di patrimonialità. I fatti dicono ben altro ed il nuovo ciclo del Milan non è certo giudicabile soltanto in base alla prima stagione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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